Cronaca

Punti nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese verso la chiusura: Fico convoca i sindaci per il 2 novembre

Martina Francione
Punti nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese verso la chiusura: Fico convoca i sindaci per il 2 novembre
Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha convocato per lunedì 2 novembre i sindaci di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese per affrontare la questione della chiusura dei tre punti nascita, prevista per il prossimo 16 novembre. Al centro dell'incontro ci saranno le misure necessarie a garantire la continuità dell'assistenza alle donne in gravidanza e ai neonati, soprattutto nei territori più distanti dalle strutture ospedaliere alternative. I primi cittadini chiedono verifiche sulle condizioni di sicurezza, sui tempi di trasferimento e sulla possibilità di ottenere deroghe che consentano di mantenere operativi i servizi.

La convocazione arriva dopo la lettera inviata nei giorni scorsi al governatore dai tre sindaci, Antonio Gentile, Lorenzo Di Iorio e Vittorio Civitillo, che hanno sollecitato un confronto urgente sul futuro dell'assistenza materno-infantile nei rispettivi territori.

Punti nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese verso la chiusura: Fico convoca i sindaci per il 2 novembre

Nella comunicazione indirizzata a Roberto Fico, i sindaci di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese hanno proposto l'istituzione di un tavolo tecnico con la partecipazione della Regione Campania, delle Asl competenti e del servizio di emergenza 118. 

L'obiettivo è verificare concretamente le condizioni di assistenza che saranno garantite alle donne e ai neonati dopo l'eventuale cessazione delle attività dei punti nascita. Tra le questioni sollevate figurano i tempi di percorrenza verso gli ospedali alternativi, la disponibilità di personale sanitario e posti letto e l'effettiva operatività del trasporto materno assistito.

Si tratta di aspetti ritenuti fondamentali dalle amministrazioni locali, soprattutto alla luce delle caratteristiche geografiche dei territori interessati, dove le distanze e le difficoltà nei collegamenti possono incidere sull'accessibilità alle cure. I tre primi cittadini chiedono inoltre di valutare possibili deroghe e il differimento delle chiusure, affinché sia accertata preventivamente la piena funzionalità dei percorsi assistenziali alternativi.

Il caso dell'ospedale di Sapri: stop previsto il 16 novembre

Particolarmente delicata è la situazione del punto nascita dell'ospedale dell'Immacolata di Sapri,per il quale l'Asl Salerno ha formalizzato la cessazione dell'attività a partire dal 16 novembre 2026, in applicazione delle disposizioni regionali e della sentenza del Tar Campania del 21 settembre.

Alla base dei provvedimenti c'è anche il mancato raggiungimento della soglia nazionale di riferimento di 500 parti all'anno. La chiusura dell'attività dedicata ai parti non comporterà tuttavia la soppressione di tutti i servizi ginecologici e ostetrici della struttura.

Secondo il piano di riorganizzazione, resteranno operative le prestazioni ambulatoriali, la diagnostica prenatale e una guardia attiva per le emergenze ostetriche non differibili. I trasferimenti assistiti saranno indirizzati verso l'ospedale di Vallo della Lucania o altre strutture adeguate. Proprio la capacità di garantire trasferimenti sicuri e tempestivi rappresenta uno dei principali elementi sui quali i sindaci chiedono ulteriori verifiche.

Aree disagiate e sanità campana: le richieste dei tre Comuni

Nella lettera inviata alla Regione, gli amministratori richiamano anche il riconoscimento di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese come aree disagiate sotto il profilo dell'accessibilità ai servizi sanitari.

Un elemento che, secondo i sindaci, dovrebbe essere considerato nella programmazione dell'assistenza materno-neonatale. Viene inoltre richiamata l'uscita della Campania dal piano di rientro sanitario, ritenuta un elemento utile per rivalutare le scelte organizzative e le risorse disponibili.

Le amministrazioni chiedono che ogni decisione tenga conto non soltanto dei parametri numerici e degli standard di sicurezza clinica, ma anche delle condizioni reali nelle quali le famiglie dovranno accedere ai servizi ospedalieri.

Anche i comitati civici chiedono di partecipare all'incontro con Fico 

In vista del vertice del 2 novembre, anche i comitati civici dei tre territori hanno deciso di intervenire con un'iniziativa congiunta. Il Comitato di Lotta Ospedale di Sapri, il Comitato San Rocco Bene Comune di Sessa Aurunca e il Comitato Civico Pro Ave Gratia Plena – Bene Comune di Piedimonte Matese hanno trasmesso un'istanza alla Regione Campania, chiedendo di poter partecipare all'incontro istituzionale.

La proposta prevede la presenza di un rappresentante per ciascun comitato, affinché possano essere illustrate direttamente le preoccupazioni delle comunità coinvolte. Qualora non fosse possibile partecipare all'intera riunione, i comitati chiedono almeno un breve momento di audizione, prima o dopo il confronto con i sindaci. In alternativa, hanno manifestato la disponibilità a consegnare un documento unitario contenente le osservazioni e le richieste raccolte da famiglie, cittadini e operatori sanitari.

Vertice del 2 novembre decisivo per il futuro dei punti nascita

L'incontro convocato da Roberto Fico rappresenterà un passaggio importante nel confronto tra Regione Campania e amministrazioni locali. Sul tavolo ci saranno le condizioni per garantire la sicurezza dell'assistenza alle gestanti e ai neonati, l'organizzazione dei trasferimenti verso gli altri ospedali e la possibilità di rivedere i tempi della dismissione.

La scadenza del 16 novembre si avvicina, mentre nei tre territori prosegue la mobilitazione per il mantenimento dei punti nascita. L'esito del vertice sarà quindi particolarmente atteso dalle comunità di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, che chiedono risposte concrete sul futuro dei servizi sanitari e sulle garanzie di assistenza per le famiglie.

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