Cronaca

Porti di Napoli e Salerno, la Fit Cisl conferma il no al bilancio 2027: «Nessuna fiducia incondizionata all’Autorità portuale»

Alessia BenincasaPubblicato il
Porti di Napoli e Salerno, la Fit Cisl conferma il no al bilancio 2027: «Nessuna fiducia incondizionata all’Autorità portuale»
La Fit Cisl Campania conferma la propria posizione sul bilancio preventivo 2027 dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centrale, competente per i porti di Napoli e Salerno. Lo riporta SalernoToday.

Porti di Napoli e Salerno, la Fit Cisl conferma il no al bilancio 2027: «Nessuna fiducia incondizionata all’Autorità portuale»

«L’assenza di un voto non significa che siano venute meno le problematiche già evidenziate». Con queste parole la Fit Cisl Campania chiarisce la propria posizione sul bilancio preventivo 2027 dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centrale, competente per gli scali di Napoli e Salerno.

Durante la riunione dell’Organismo di partenariato, tenutasi lo scorso 30 ottobre, il sindacato ha scelto di non esprimersi attraverso il voto. Una decisione che non modifica la sua opposizione all’impianto del documento, né le rivendicazioni avanzate insieme alle altre organizzazioni sindacali a tutela dell’occupazione, del contratto collettivo nazionale dei porti e delle compagnie portuali.

«Non abbiamo dato all’amministrazione alcuna fiducia senza condizioni», afferma il segretario regionale Massimo Aversa. «La nostra contestazione riguarda un bilancio che non offre sufficienti garanzie per i lavoratori e non prevede risorse adeguate a favore delle compagnie portuali».

Aversa ribadisce inoltre la libertà di azione dell’organizzazione sindacale: «La coerenza si dimostra non soltanto attraverso un’espressione di voto, ma soprattutto con le iniziative portate avanti e i traguardi raggiunti nell’interesse dei lavoratori».

La vertenza

La questione riguarda principalmente le aziende incaricate di assicurare il lavoro temporaneo negli scali marittimi, disciplinate dall’articolo 17 della legge 84 del 1994. Queste realtà intervengono per rispondere agli incrementi delle attività determinati dalle variazioni dei traffici portuali.

Stando a quanto riferito dalla Fit Cisl, nel corso dell’incontro del 30 ottobre non è stato affrontato il tema dei finanziamenti da assegnare a tali imprese. «Le necessità di flessibilità dei porti non devono diventare sinonimo di lavoro precario», evidenzia il sindacato.

Sulla stessa linea Gennaro Imperato, coordinatore regionale dei porti, secondo il quale «le divergenze manifestate in occasione della votazione non devono distogliere l’attenzione dalla finalità principale: assicurare risorse, sicurezza e stabilità occupazionale».

La Fit Cisl sollecita quindi un’immediata ripresa del dialogo con i vertici dell’Autorità portuale, chiedendo garanzie concrete e controllabili. L’organizzazione conferma la volontà di continuare il percorso unitario con le altre sigle sindacali, ma avverte che, in mancanza di risposte adeguate, potranno essere intraprese nuove forme di protesta e mobilitazione.
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