La comunità di Sarno si è stretta nel dolore per la morte di Gaetano Russo, il panettiere di 61 anni ucciso all’interno della propria attività commerciale durante un’aggressione avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 febbraio come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La sua bottega, storica salumeria e panificio del centro cittadino, si è trasformata nelle ore successive in un luogo di raccoglimento: candele accese, mazzi di fiori, messaggi scritti a mano e fotografie hanno accompagnato una veglia silenziosa e partecipata, alla presenza dei familiari della vittima.
Nel corso dell’udienza sono stati richiamati i primi elementi dell’inchiesta, che delineano una dinamica particolarmente violenta. A fornire un racconto dettagliato è stata la figlia della vittima, Cristina, ascoltata dagli inquirenti. La giovane ha riferito che Sirica avrebbe rivolto minacce anche a lei e alla madre, tentando di colpirle prima e dopo l’aggressione mortale al padre. La ragazza ha dichiarato di aver assistito all’uccisione e di aver cercato invano di intervenire per fermare l’aggressore, che – secondo il suo racconto – appariva lucido e determinato.
L’episodio si sarebbe verificato poco dopo la chiusura dell’attività. Sirica avrebbe raggiunto piazza Sabotino e suonato al citofono del negozio. Russo aveva appena terminato il lavoro nel laboratorio ed era pronto a rientrare a casa, situata al piano superiore. Alla porta si sarebbe presentata la figlia, che conosceva l’uomo e in passato lo aveva visto ricevere aiuto dal padre. Dopo l’ingresso, l’indagato avrebbe iniziato a urlare contro la ragazza, chiedendo anche di disattivare le telecamere di sorveglianza. A quel punto Russo sarebbe intervenuto per allontanarlo e mettere al sicuro la figlia. La reazione sarebbe stata immediata: Sirica avrebbe afferrato un coltello presente sul bancone e si sarebbe scagliato contro il 61enne, colpendolo ripetutamente.
La Procura contesta all’indagato l’omicidio aggravato, ipotizzando motivi abietti e futili e una condotta caratterizzata da particolare crudeltà. A suo carico figura anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale al momento dell’arresto. L’autopsia sul corpo di Russo, già disposta, dovrà chiarire il numero e la profondità delle ferite, elementi ritenuti centrali per la qualificazione giuridica del fatto. Gli investigatori stanno inoltre analizzando le immagini provenienti da diversi sistemi di videosorveglianza della zona, che potrebbero fornire ulteriori riscontri alla ricostruzione degli eventi.
La sua bottega, storica salumeria e panificio del centro cittadino, si è trasformata nelle ore successive in un luogo di raccoglimento: candele accese, mazzi di fiori, messaggi scritti a mano e fotografie hanno accompagnato una veglia silenziosa e partecipata, alla presenza dei familiari della vittima.
Panettiere ucciso nel suo negozio, l’indagato in silenzio
Secondo quanto emerso, Russo sarebbe stato colpito a morte mentre tentava di proteggere la figlia diciannovenne da Andrea Sirica, 34 anni, fermato con l’accusa di omicidio. L’uomo, comparso ieri davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore per l’udienza di convalida del fermo, si è avvalso della facoltà di non rispondere, rimanendo in silenzio di fronte alle domande del gip.Nel corso dell’udienza sono stati richiamati i primi elementi dell’inchiesta, che delineano una dinamica particolarmente violenta. A fornire un racconto dettagliato è stata la figlia della vittima, Cristina, ascoltata dagli inquirenti. La giovane ha riferito che Sirica avrebbe rivolto minacce anche a lei e alla madre, tentando di colpirle prima e dopo l’aggressione mortale al padre. La ragazza ha dichiarato di aver assistito all’uccisione e di aver cercato invano di intervenire per fermare l’aggressore, che – secondo il suo racconto – appariva lucido e determinato.
L’episodio si sarebbe verificato poco dopo la chiusura dell’attività. Sirica avrebbe raggiunto piazza Sabotino e suonato al citofono del negozio. Russo aveva appena terminato il lavoro nel laboratorio ed era pronto a rientrare a casa, situata al piano superiore. Alla porta si sarebbe presentata la figlia, che conosceva l’uomo e in passato lo aveva visto ricevere aiuto dal padre. Dopo l’ingresso, l’indagato avrebbe iniziato a urlare contro la ragazza, chiedendo anche di disattivare le telecamere di sorveglianza. A quel punto Russo sarebbe intervenuto per allontanarlo e mettere al sicuro la figlia. La reazione sarebbe stata immediata: Sirica avrebbe afferrato un coltello presente sul bancone e si sarebbe scagliato contro il 61enne, colpendolo ripetutamente.
La Procura contesta all’indagato l’omicidio aggravato, ipotizzando motivi abietti e futili e una condotta caratterizzata da particolare crudeltà. A suo carico figura anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale al momento dell’arresto. L’autopsia sul corpo di Russo, già disposta, dovrà chiarire il numero e la profondità delle ferite, elementi ritenuti centrali per la qualificazione giuridica del fatto. Gli investigatori stanno inoltre analizzando le immagini provenienti da diversi sistemi di videosorveglianza della zona, che potrebbero fornire ulteriori riscontri alla ricostruzione degli eventi.

