Proseguono le indagini sull’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere di Sarno ucciso nella notte del 2 febbraio. Arrestato Andrea Sirica, 35 anni, sospettato di voler rubare l’incasso. La comunità sotto shock. La nipote è stata intervistata a Vita in Diretta: "Era un punto di riferimento per noi, ora è finito tutto". Lo riporta Il Mattino.
Sarno, omicidio del panettiere Gaetano Russo: il dolore della famiglia e della comunità
Proseguono le indagini sull’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere sessantenne ucciso nella notte tra il 2 e il 3 febbraio nel suo negozio di alimentari a Sarno. L’aggressore, Andrea Sirica, 35 anni, è in carcere con l’accusa di omicidio volontario e, secondo una prima ricostruzione, potrebbe aver agito con l’intento di rubare l’incasso della giornata.
Il tragico episodio si è verificato intorno alle 00:40, quando Russo è intervenuto per difendere la figlia di 19 anni dall’aggressione di Sirica, colpendolo a sua volta con un coltello. L’uomo si è poi barricato nel locale fino all’arrivo delle forze dell’ordine che lo hanno arrestato.
La comunità e la famiglia della vittima, ancora sotto shock, ricordano Gaetano Russo come un punto di riferimento e una persona generosa. La nipote Imma ha dichiarato: «Mio zio era la persona più buona del mondo, ha sempre dato solo amore. Ha distrutto una famiglia, è finito tutto». Testimonianze raccolte indicano che Sirica, noto per problemi di tossicodipendenza, era stato più volte aiutato da Russo con denaro e cibo.
Le indagini continuano con sopralluoghi nel negozio e audizioni della famiglia, nel tentativo di chiarire le motivazioni che hanno spinto l’aggressore a un gesto tanto violento. Nel frattempo, amici e cittadini si stringono attorno ai familiari, commemorando una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e alla comunità.

