Cronaca

«Nessun padrone politico e zero censure»: ecco cos’è e come lavora Agropoli Confidential

Occhio di SalernoPubblicato il
«Nessun padrone politico e zero censure»: ecco cos’è e come lavora Agropoli Confidential

Dietro Agropoli Confidential, una delle pagine satiriche più discusse degli ultimi mesi ad Agropoli, non ci sarebbe una redazione giornalistica né un’organizzazione politica. A gestirla, secondo quanto raccontano direttamente gli autori, sarebbe un piccolo gruppo di tre persone.

«Nessun padrone politico e zero censure»: ecco cos’è e come lavora Agropoli Confidential

Dietro Agropoli Confidential, una delle pagine satiriche più discusse degli ultimi mesi ad Agropoli, non ci sarebbe una redazione giornalistica né un’organizzazione politica. A gestirla, secondo quanto raccontano direttamente gli autori, sarebbe un piccolo gruppo di tre persone.

Nata quasi per gioco su Facebook, la pagina ha progressivamente conquistato attenzione nel dibattito cittadino, alternando satira, commenti sull’attualità amministrativa e pubblicazione di documenti e segnalazioni ricevute dagli utenti.

Agropoli Confidential racconta la propria identità

«Agropoli Confidential è la voce che, secondo noi, ad Agropoli mancava perché non deve chiedere il permesso a nessuno. Siamo tre persone, soltanto una è di Agropoli. Nessuno di noi è giornalista, nessuno è politico e nessuno aspira a diventarlo. Non siamo una corrente, non rappresentiamo una parte dell’opposizione e non abbiamo un padrone politico da accontentare.

Abbiamo contatti e fonti anche all’interno del Comune. Alcune persone conoscono le nostre identità e continuano a inviarci documenti e segnalazioni. Siamo partiti come una pagina satirica e con il tempo abbiamo scoperto quanto fosse forte la voglia di molti cittadini di discutere pubblicamente di ciò che accade in città. Il nostro obiettivo è portare all’attenzione pubblica questioni che riteniamo meritevoli di discussione, utilizzando soprattutto ironia, documenti e domande».

«Preferiamo le domande alle sentenze»


Gli amministratori della pagina spiegano di voler concentrare sempre maggiormente il proprio lavoro sugli atti pubblici e sui fatti verificabili. «Abbiamo imparato una cosa importante: è molto più efficace mostrare un documento e formulare una domanda che costruire un’accusa.

Quando riceviamo una segnalazione cerchiamo, per quanto possibile, di capire se esistano elementi verificabili. Una semplice accusa formulata da qualcuno non dovrebbe diventare automaticamente un post.

Determine, delibere, graduatorie, bandi, fotografie, date e atti pubblicamente consultabili consentono invece di partire da elementi concreti. Non vogliamo sostituirci alla magistratura, alle forze dell’ordine o agli organismi competenti e non spetta a noi stabilire eventuali responsabilità. Possiamo però leggere un atto pubblico, confrontarlo con dichiarazioni precedenti e porre domande».

Una pagina diventata anche destinataria di segnalazioni

Con l’aumento della popolarità, Agropoli Confidential racconta di aver iniziato a ricevere numerosi messaggi. «Ci scrivono cittadini e persone che, per ragioni differenti, conoscono la realtà amministrativa e politica della città. Molti chiedono espressamente che la loro identità non venga resa pubblica.

Questo ci impone una responsabilità ancora maggiore. Una segnalazione non rappresenta una prova e deve essere trattata come tale. Ricevere un messaggio non significa pubblicarlo. Anzi, una parte consistente di quello che riceviamo non viene pubblicata proprio perché non riteniamo che esistano condizioni sufficienti per farlo».

Dalla satira ai documenti

La pagina continua a definirsi satirica, anche se il linguaggio utilizzato è cambiato nel tempo. «La satira resta il nostro strumento principale, ma abbiamo progressivamente dato più spazio agli atti. La politica produce quotidianamente dichiarazioni, promesse, delibere e decisioni. Mettere a confronto ciò che veniva dichiarato qualche anno fa con quello che accade oggi può essere già sufficiente per aprire una discussione. Non sempre serve una battuta. A volte basta recuperare una dichiarazione, affiancarla a un documento recente e lasciare ai lettori la possibilità di farsi una propria opinione».

L’intelligenza artificiale come strumento grafico

Una delle caratteristiche più riconoscibili di Agropoli Confidential è l’utilizzo di immagini elaborate attraverso sistemi di intelligenza artificiale. «L’intelligenza artificiale per noi è semplicemente uno strumento grafico. Ci permette di rappresentare visivamente una battuta o una metafora e di realizzare immagini che qualche anno fa avrebbero richiesto molto più tempo.

Ma l’AI non conosce Agropoli, non legge autonomamente l’albo pretorio e non conosce la storia politica della città. Se domani non potessimo più utilizzarla, useremmo Photoshop. Senza Photoshop utilizzeremmo fotografie o semplicemente del testo. Il contenuto viene prima dello strumento».

Il confine tra satira e vita privata

Su questo punto gli amministratori sostengono di voler mantenere una distinzione precisa. «La vita privata deve restare fuori dal nostro lavoro quando non esiste un interesse pubblico concreto.

Riceviamo materiale di ogni genere, ma questo non significa che debba essere pubblicato. Esistono informazioni che possono essere curiose o persino clamorose e che, proprio perché appartengono esclusivamente alla sfera privata, non hanno alcun motivo di finire sulla pagina.

Il nostro interesse riguarda l’attività pubblica: decisioni amministrative, utilizzo delle risorse pubbliche, dichiarazioni politiche, atti e scelte che possono essere legittimamente sottoposti al giudizio dei cittadini».

«Abbiamo sbagliato anche noi»

Agropoli Confidential ammette inoltre di aver rivisto in alcuni casi il proprio linguaggio. «Non pensiamo di essere infallibili. In qualche occasione il tono avrebbe potuto essere diverso e alcune immagini potevano essere meno aggressive. Anche per questo stiamo cercando di spostare sempre maggiormente l’attenzione sui documenti.

Essere pungenti non significa dover essere offensivi. La satira può essere dura, ma il nostro obiettivo dovrebbe rimanere quello di criticare una decisione, evidenziare una contraddizione o formulare una domanda».

Perché mantenere l’anonimato

Resta uno degli elementi maggiormente discussi: chi gestisce Agropoli Confidential? Gli autori continuano a non rivelare le proprie identità. «L’anonimato fa parte del progetto. Se rendessimo pubblici i nostri nomi, probabilmente per giorni il dibattito si concentrerebbe sulle nostre persone anziché sui contenuti pubblicati. Si parlerebbe del nostro lavoro, delle amicizie, dei rapporti personali e politici. Noi preferiamo che l’attenzione rimanga su quello che pubblichiamo. Questo, naturalmente, non significa considerarci al di sopra delle regole. Essere anonimi non elimina la responsabilità per ciò che viene pubblicato».

Il rapporto con la politica

Gli amministratori respingono l’idea che la pagina sia riconducibile a uno specifico schieramento. «Non diciamo agli agropolesi chi devono votare e non vogliamo diventare un soggetto politico. Una pagina come la nostra può criticare una decisione dell’amministrazione oggi e, domani, contestare una dichiarazione dell’opposizione. Il principio dovrebbe essere sempre lo stesso: gli atti pubblici possono essere letti, analizzati e discussi indipendentemente da chi li abbia prodotti».

«Il nostro potere è pubblicare»

Agropoli Confidential distingue inoltre il proprio ruolo da quello di chi ricopre incarichi istituzionali. «Noi possiamo pubblicare un post, fare una vignetta o porre una domanda. Chi amministra una città esercita invece funzioni previste dalla legge e assume decisioni che producono conseguenze concrete sulla collettività.

Sono due piani differenti. Proprio per questo crediamo sia normale che l’attività amministrativa venga osservata e discussa. Allo stesso tempo, sappiamo che avere un pubblico comporta responsabilità anche per noi e richiede attenzione a ciò che viene pubblicato».

Il rapporto con le iniziative legali

La possibilità di azioni giudiziarie ha contribuito, secondo gli amministratori, a modificare ulteriormente il metodo utilizzato. «Non vogliamo trasformare ogni controversia in una sfida personale. Se qualcosa è inesatto deve essere corretto. La conseguenza principale è stata quella di prestare ancora maggiore attenzione alle fonti e ai documenti. Abbiamo capito che un post fondato su un atto amministrativo, riportato correttamente e accompagnato da domande formulate in maniera chiara, è molto più utile di un attacco personale».

Una satira sempre più basata sui fatti

La direzione che la pagina dichiara di voler seguire è quindi quella di ridurre progressivamente gli attacchi personali e aumentare il peso della documentazione. «Il rischio di una pagina satirica è pensare di dover essere ogni giorno più cattiva del giorno precedente. Non è quello che vogliamo fare. Alcuni dei contenuti che hanno generato maggiore discussione sono quelli nei quali abbiamo utilizzato pochissime battute e lasciato parlare gli atti. Vogliamo continuare su questa strada: meno rumore, più documenti, più domande».

«Non siamo contro Agropoli»

Infine, gli autori respingono l’idea che alla base della pagina vi sia un sentimento negativo nei confronti della città. «Non odiamo Agropoli. Al contrario, è proprio l’interesse per quello che accade qui ad aver fatto crescere la pagina.

Una città migliora anche quando le decisioni pubbliche vengono discusse, quando gli amministratori vengono interrogati sui risultati raggiunti e quando i cittadini consultano gli atti invece di limitarsi alle contrapposizioni personali. Non pretendiamo di possedere la verità e non chiediamo ai lettori di credere a qualcosa soltanto perché lo pubblichiamo noi.

La cosa migliore che può fare chi ci segue è controllare, leggere i documenti, confrontare le informazioni e formarsi autonomamente la propria opinione. Se Agropoli Confidential riuscirà a contribuire anche soltanto a questo, avrà già raggiunto una parte importante del proprio obiettivo».

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