Cronaca

Franco Alfieri torna libero dopo due anni: ora la battaglia giudiziaria continua nelle aule di tribunale

Martina Francione
Franco Alfieri torna libero dopo due anni: ora la battaglia giudiziaria continua nelle aule di tribunale

A due anni dall’arresto, i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno hanno revocato l’obbligo di dimora nel comune di Torchiara, ultimo vincolo ancora in vigore, nei confronti di Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno.

La decisione riguarda il procedimento sul presunto scambio elettorale politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del 2019 a Capaccio Paestum, attualmente in corso davanti al Tribunale di Salerno. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Franco Alfieri torna libero dopo due anni: revocato l’obbligo di dimora a Torchiara

Dopo l’arresto Alfieri aveva trascorso 26 giorni nel carcere di Fuorni, per poi rimanere circa venti mesi agli arresti domiciliari. Negli ultimi tre mesi era invece sottoposto all’obbligo di dimora a Torchiara, comune nel quale risiede.

La revoca è stata disposta dal collegio giudicante dopo l’istanza presentata dagli avvocati Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro. Già lo scorso aprile il Tribunale di Vallo della Lucania aveva eliminato un’analoga misura nell’altro procedimento che vede imputato Alfieri, quello relativo ai presunti appalti pilotati per la pubblica illuminazione.

Il processo sul presunto patto elettorale del 2019

Davanti al Tribunale di Salerno prosegue il processo relativo alle amministrative del 2019 a Capaccio Paestum. Secondo l’ipotesi accusatoria, Alfieri avrebbe accettato la proposta di Roberto Squecco di procurargli voti in cambio della promessa di non procedere all’abbattimento del lido Kennedy. Nell’impianto della Procura, il presunto accordo sarebbe stato rafforzato anche dalla candidatura dell’allora moglie di Squecco in una delle liste collegate ad Alfieri.

Nell’ultima udienza è stato nuovamente ascoltato il tenente colonnello della Dia Fabio Gargiulo. La sua escussione proseguirà nella prossima udienza, fissata per l’11 novembre. Le contestazioni restano oggetto di accertamento processuale e non costituiscono una dichiarazione definitiva di responsabilità.

L’altro processo sugli appalti della pubblica illuminazione

Alfieri è inoltre imputato davanti al Tribunale di Vallo della Lucania nell’inchiesta relativa agli affidamenti per la pubblica illuminazione. In questo procedimento risponde, in concorso e secondo le contestazioni formulate dalla Procura, di turbata libertà degli incanti, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e falso ideologico.

Il processo si avvicina alla conclusione: sono attese nelle prossime settimane la requisitoria del procuratore Francesco Rotondo e le arringhe delle difese. La sentenza è prevista per il 19 novembre.

Il 16 novembre l’udienza sul sottopasso di Paestum

Per Alfieri resta aperto anche un ulteriore fronte giudiziario. Il 16 novembre è infatti prevista a Salerno l’udienza sulla richiesta di rinvio a giudizio relativa ai lavori per il sottopasso ferroviario di Paestum. L’ipotesi contestata è quella di turbata libertà degli incanti aggravata, in concorso, in relazione all’appalto per la “Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum”.

L’opera, finanziata con risorse della Regione Campania attraverso i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, aveva un valore complessivo di circa 7 milioni di euro e una base d’asta di 5 milioni. I lavori erano stati inaugurati il 22 aprile 2024.

L’inchiesta sul sottopasso rappresenta uno sviluppo del filone investigativo conosciuto come “Alfieri bis”, che aveva riguardato anche altri appalti nel Salernitano. Parte di quella più ampia indagine era stata successivamente archiviata dal Gip su richiesta della stessa Procura.

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