Fonderie Pisano di Salerno, sospesi i licenziamenti: un anno di cassa integrazione per 100 lavoratori

Dalla vertenza riguardo le Fonderie Pisano a Salerno arriva un primo passo avanti: la società ha dato il proprio consenso all’attivazione della Cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività. Il provvedimento permette di rinviare i licenziamenti di 100 lavoratori. Lo riporta SalernoNotizie.
Dalla vertenza arriva, tuttavia, un primo passo avanti: la società ha dato il proprio consenso all’attivazione della Cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività. Il provvedimento permette di rinviare i licenziamenti, programmati inizialmente per il primo novembre, e di disporre di ulteriore tempo per individuare una possibile via d’uscita.
Il sostegno economico ai lavoratori avrà una durata di dodici mesi, periodo che potrà essere utilizzato per riprendere le trattative tra le parti e cercare una soluzione capace di tutelare i posti di lavoro.
Durante l’assemblea svoltasi oggi è stata condivisa la necessità di ottenere il via libera a un nuovo piano industriale, fondato sull’impiego di un unico forno elettrico. L’ipotesi mira a riorganizzare la produzione dello stabilimento, conciliando la salvaguardia dell’occupazione con il rispetto delle disposizioni in materia ambientale.
La valutazione del progetto spetta ora alla Regione Campania, che ha assicurato un esame in tempi brevi per verificarne la conformità alle norme ambientali e alle BAT (Best Available Techniques), ovvero le migliori tecnologie disponibili secondo la legislazione europea per limitare e prevenire le conseguenze ambientali delle attività industriali.
Le prossime fasi della trattativa avranno un ruolo determinante. I dodici mesi di cassa integrazione costituiscono un’opportunità importante, ma resta prioritario individuare una prospettiva concreta per le Fonderie Pisano e per i suoi dipendenti, oggi divisi tra il timore di perdere il lavoro e la possibilità di una ripresa produttiva.
Fonderie Pisano di Salerno, sospesi i licenziamenti: un anno di cassa integrazione per 100 lavoratori
Un manichino impiccato con una corda sulla parete esterna delle Fonderie Pisano, nel rione Fratte a Salerno, rappresenta la difficile condizione dei circa cento dipendenti, ancora senza certezze sul proprio futuro professionale.Dalla vertenza arriva, tuttavia, un primo passo avanti: la società ha dato il proprio consenso all’attivazione della Cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività. Il provvedimento permette di rinviare i licenziamenti, programmati inizialmente per il primo novembre, e di disporre di ulteriore tempo per individuare una possibile via d’uscita.
Il sostegno economico ai lavoratori avrà una durata di dodici mesi, periodo che potrà essere utilizzato per riprendere le trattative tra le parti e cercare una soluzione capace di tutelare i posti di lavoro.
Durante l’assemblea svoltasi oggi è stata condivisa la necessità di ottenere il via libera a un nuovo piano industriale, fondato sull’impiego di un unico forno elettrico. L’ipotesi mira a riorganizzare la produzione dello stabilimento, conciliando la salvaguardia dell’occupazione con il rispetto delle disposizioni in materia ambientale.
La valutazione del progetto spetta ora alla Regione Campania, che ha assicurato un esame in tempi brevi per verificarne la conformità alle norme ambientali e alle BAT (Best Available Techniques), ovvero le migliori tecnologie disponibili secondo la legislazione europea per limitare e prevenire le conseguenze ambientali delle attività industriali.
Le prossime fasi della trattativa avranno un ruolo determinante. I dodici mesi di cassa integrazione costituiscono un’opportunità importante, ma resta prioritario individuare una prospettiva concreta per le Fonderie Pisano e per i suoi dipendenti, oggi divisi tra il timore di perdere il lavoro e la possibilità di una ripresa produttiva.




