Cronaca

Fonderie Pisano a Salerno: scontro totale, associazioni contro il piano del sindaco

Occhio di SalernoPubblicato il
Fonderie Pisano a Salerno: scontro totale, associazioni contro il piano del sindaco
Le associazioni ambientaliste hanno rispedito al mittente le recenti indicazioni avanzate dal primo cittadino Vincenzo De Luca, bollando senza appello la sua strategia di mediazione. Al centro della polemica c'è la proposta del capo dell'amministrazione comunale di Salerno, che aveva invocato un approccio prudente durante la fase di transizione e suggerito l'adozione di forni elettrici per scongiurare il tracollo occupazionale in vista del vertice fissato a Roma presso il Mimit come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Fonderie Pisano a Salerno: scontro totale

Una linea giudicata inaccettabile dai vertici del comitato locale e nazionale, con Lorenzo Forte, numero uno del sodalizio civico, e Paolo Fierro, esponente di spicco di Medicina Democratica, che non hanno usato mezzi termini. I rappresentanti dei residenti hanno puntato il dito contro decenni di stallo istituzionale, ricordando come l'impianto siderurgico rientri tra le industrie insalubri di prima classe e richiamando i moniti giunti dalla Corte Europea. Nel mirino dei contestatori è finita l'ipotesi di concedere una deroga temporanea all'attività produttiva in attesa di una futura delocalizzazione, definita un pericoloso specchietto per le allodole privo di garanzie temporali e spaziali certe.

La tensione resta altissima anche sul fronte dei controlli ambientali e della sicurezza sanitaria. Le associazioni hanno ribadito che la richiesta di installare sistemi di monitoraggio continuo della nocività costituisce l'ammissione implicita di un rischio reale per la cittadinanza, respingendo l'idea che la salute pubblica possa essere subordinata alle logiche industriali della proprietà Pisano. Infine, il fronte ambientalista ha lanciato una sfida diretta all'amministrazione comunale di Salerno, chiedendo di individuare sbocchi occupazionali alternativi per le tute blu attraverso le aziende partecipate dell'ente, anziché avallare soluzioni transitorie che rischiano di prolungare indefinitamente una situazione ritenuta insostenibile.
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