Fiume Sarno, Fico annuncia una nuova legge contro le aziende che inquinano: sanzioni più severe per chi scarica illegalmente reflui nel fiume

L'annuncio è arrivato, durante un'audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, a Palazzo San Macuto. Nel frattempo, la Regione punta a completare la chiusura degli ultimi dieci scarichi fognari diretti nel fiume entro la primavera del 2027.
La nuova iniziativa si inserisce nel programma di risanamento ambientale del Sarno, sostenuto anche da un accordo quadro quadriennale del valore di circa 407 milioni di euro, destinato a interventi di riqualificazione e contrasto al rischio idraulico. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Fiume Sarno, stretta contro le aziende che inquinano: Fico annuncia nuove sanzioni e un piano da 406 milioni di euro per la bonifica
Il presidente della Regione Campania ha annunciato una linea più rigorosa contro gli sversamenti illegali, con particolare attenzione alle attività industriali del comparto conserviero. Durante l'audizione parlamentare, Fico ha denunciato la persistenza di comportamenti che rischiano di compromettere i risultati ottenuti attraverso gli interventi pubblici di risanamento.
«Non è possibile che ancora oggi ci siano aziende conserviere che scaricano nel Sarno», ha dichiarato il governatore, sottolineando la necessità di intervenire con maggiore decisione. L'obiettivo è predisporre un disegno di legge regionale che preveda sanzioni amministrative più pesanti per le imprese responsabili di sversamenti illeciti, accompagnando i provvedimenti con un rafforzamento della vigilanza sul territorio.
La Regione intende intervenire soprattutto nei casi in cui i reflui industriali vengano scaricati sui terreni e, attraverso il deflusso delle acque, raggiungano il fiume e i suoi affluenti. «Possiamo agire a livello regionale con una vigilanza maggiore e con un disegno di legge per avere penalità amministrative per le aziende che nel 2026 pensano di migliorare i propri bilanci sversando nei campi che finiscono nel fiume. Su questo saremo inflessibili», ha avvertito Fico.
Bonifica del Sarno, eliminati 103 scarichi fognari su 113: ne restano dieci
Accanto all'annuncio delle nuove misure, il presidente della Regione ha illustrato i risultati raggiunti nel percorso di risanamento del bacino. Secondo i dati presentati durante l'audizione, sono stati eliminati 103 dei 113 scarichi fognari che confluivano direttamente nel Sarno.
Restano quindi dieci scarichi da chiudere, con l'obiettivo di completare gli interventi entro la primavera del 2027. «A breve la partita su questo sarà chiusa», ha assicurato Fico, evidenziando i progressi compiuti nel corso degli ultimi anni.
Fico ha riconosciuto il contributo delle precedenti amministrazioni al raggiungimento di questi risultati, citando anche il miglioramento delle condizioni del mare di Castellammare di Stabia. «Il fiume Sarno è molto più pulito del passato, a Castellammare di Stabia il mare è diventato balneabile», ha affermato. Resta tuttavia aperta la questione degli scarichi industriali irregolari, che richiede controlli differenti rispetto agli interventi sulla rete fognaria.
Accordo per bonifica e sicurezza
Un altro punto centrale della strategia regionale è rappresentato dal Programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del bacino del fiume Sarno, approvato dalla Giunta campana con la delibera numero 262 del 3 giugno 2026.
Il programma prevede un accordo quadro quadriennale da 406,99 milioni di euro, destinato alla realizzazione di opere sull'intero bacino idrografico. La procedura di gara è stata avviata il 31 luglio 2026, mentre il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 25 settembre.
L'accordo è suddiviso in sette lotti e comprende attività di progettazione, verifica ed esecuzione dei lavori. Tra gli interventi previsti figurano il ripristino della funzionalità idraulica del Sarno e dei suoi affluenti, la sistemazione delle vasche di raccolta esistenti, la realizzazione di nuove vasche di laminazione e il completamento delle infrastrutture fognarie e depurative.
Il finanziamento è sostenuto anche dalle risorse europee della programmazione regionale FESR 2021-2027. La Regione punta ora a completare le procedure di affidamento e ad accelerare l'avvio dei cantieri, garantendo continuità agli interventi e rispetto dei cronoprogrammi.
Un bacino di oltre 500 chilometri quadrati tra Salerno, Napoli e Avellino
Il risanamento del Sarno rappresenta una delle sfide ambientali più complesse della Campania. Il fiume si sviluppa per circa 24 chilometri, ma il suo bacino idrografico supera i 500 chilometri quadrati e interessa numerosi territori delle province di Salerno, Napoli e Avellino.
L'inquinamento delle acque non riguarda soltanto la qualità ambientale del fiume, ma interessa anche la tutela delle risorse idriche, degli ecosistemi e delle comunità che vivono lungo il bacino. Durante l'audizione, Fico ha richiamato le difficoltà che negli anni hanno rallentato il risanamento, evidenziando i limiti di interventi spesso frammentati e non sufficientemente coordinati tra le diverse amministrazioni. La nuova strategia regionale punta quindi a integrare il completamento delle opere infrastrutturali con un sistema di sorveglianza più efficace sugli scarichi.
Per il presidente della Regione, la conclusione degli interventi sulla rete fognaria non sarà sufficiente se continueranno gli sversamenti illegali provenienti dalle attività produttive. La questione riguarda soprattutto la necessità di impedire che i reflui industriali raggiungano il Sarno attraverso canali, affluenti e terreni.
Da qui la proposta di affiancare agli strumenti penali già previsti dall'ordinamento nuove misure amministrative regionali e una maggiore attività di controllo. L'intenzione annunciata da Fico è quella di rendere più incisiva l'azione nei confronti delle imprese che non rispettano le regole ambientali, evitando che il risparmio ottenuto attraverso lo smaltimento illegale dei reflui ricada sulla collettività.




