Protesta degli agricoltori in Campania, 170 trattori in marcia tra Salerno e Caserta: «Le aziende non ce la fanno più, intervenga il Governo»

Protesta degli agricoltori in Campania: 170 trattori in marcia tra Salerno e Caserta
La mobilitazione coinvolge due territori della Campania, con altrettanti cortei diretti verso i capoluoghi di provincia. Oltre cento mezzi agricoli sono partiti da Battipaglia alla volta di Salerno, mentre altri settanta si sono messi in movimento dallo stadio di Casal di Principe verso Caserta.
A promuovere l'iniziativa sono Altragricoltura, la Rete dei Municipi Rurali e il COAPI, che hanno scelto di portare le difficoltà del comparto direttamente all'attenzione delle istituzioni. Tra le 11.30 e le 12, le delegazioni delle organizzazioni sono impegnate nella consegna ai Prefetti di una lettera aperta indirizzata al ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Aziende agricole in difficoltà: aumentano i costi, produzioni invendute
A preoccupare le organizzazioni è soprattutto il progressivo peggioramento delle condizioni economiche in cui operano le aziende. La combinazione tra riduzione dei prezzi di vendita e aumento delle spese di produzione, sostengono i promotori, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose attività.
Secondo i dati diffusi dal Centro Studi richiamato dalle organizzazioni, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi agricoli nell'Unione europea avrebbero registrato una diminuzione del 58%, a fronte di un incremento del 47% dei costi dei fattori produttivi. Particolarmente pesanti, secondo le stesse rilevazioni, gli aumenti relativi a energia e lubrificanti, indicati al 22%, e ai fertilizzanti, al 134%.
Una situazione che, secondo i rappresentanti del settore, impedisce a molte imprese persino di avviare le coltivazioni. A questo si aggiungono le difficoltà commerciali, con produzioni come olio e vino che rimangono invendute.
Stato di crisi e sostegni alle imprese: le richieste al Governo
Le associazioni chiedono all'esecutivo di superare la logica degli interventi temporanei e di avviare un confronto istituzionale capace di affrontare le criticità strutturali dell'agroalimentare.
La proposta principale riguarda l'apertura immediata di un tavolo nazionale per arrivare a una dichiarazione formale dello stato di crisi o di emergenza della piccola e media impresa agroalimentare, coinvolgendo anche le amministrazioni regionali.
Tra le questioni considerate più urgenti figura l'indebitamento delle aziende, per il quale vengono sollecitate moratorie e misure di ristrutturazione. Le organizzazioni chiedono inoltre maggiori tutele rispetto alle importazioni, attraverso l'applicazione delle clausole di salvaguardia e interventi contro le pratiche di dumping.
Un altro punto riguarda la formazione dei prezzi lungo la filiera. I promotori della protesta chiedono sistemi di tracciabilità effettivi, maggiore certezza sui costi di produzione, un prezzo minimo garantito ai produttori agricoli e strumenti per contrastare le pratiche commerciali sleali.
Sul fronte delle spese aziendali, vengono sollecitate misure straordinarie per ridurre il peso di energia, carburanti e altri fattori produttivi. Nell'elenco delle emergenze da affrontare rientrano anche la siccità e i problemi legati alla fauna selvatica.
Fabbris e Nudo: «Salvare chi produce il cibo significa difendere il futuro del Paese»
A ribadire le ragioni della mobilitazione sono Gianni Fabbris, segretario nazionale di Altragricoltura, e Antonello Nudo, presidente della Rete dei Municipi Rurali. «Salvare chi produce il cibo significa difendere il lavoro, i territori e il futuro alimentare del Paese», dichiarano i due rappresentanti, richiamando l'attenzione sulle conseguenze che la crisi potrebbe avere per le imprese e le comunità locali.
Le organizzazioni attendono ora una risposta dal Ministero dell'Agricoltura. A sostegno delle richieste avanzate, sottolineano anche il coinvolgimento di numerosi Comuni italiani, che stanno continuando ad approvare delibere a favore del riconoscimento della crisi del comparto agroalimentare.

