Fiume Sarno, protesta dei cittadini direttamente nell’acqua contro l’inquinamento e gli sversamenti illegali

Nei giorni scorsi si è svolta una protesta dei cittadini direttamente nell'acqua contro l'inquinamento e gli sversamenti illegali. All’iniziativa hanno preso parte il parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano. Lo riporta SalernoToday.
«Nel corso dei mesi estivi, assieme all’avvocato ambientalista Fabio Armano, abbiamo seguito il corso del Sarno e dei suoi affluenti, individuando numerosi scarichi e depositando diversi esposti presso le Procure di Nocera Inferiore e Torre Annunziata. Gli scarichi irregolari devono essere perseguiti con fermezza e occorre rafforzare le verifiche sulle attività industriali, soprattutto nei settori che da anni risultano maggiormente esposti, come quello conciario e conserviero. A questo si aggiunge la grave questione degli scarichi civili che non confluiscono nella rete fognaria», afferma Borrelli.
«L’esperienza del lockdown durante l’emergenza Covid ci ha fornito un elemento che non può essere trascurato: quando numerose attività produttive erano ferme, in diversi punti del bacino le acque apparivano sensibilmente più pulite. È una conferma della necessità di predisporre un sistema di controllo costante e stringente, che fino a oggi è mancato», aggiungono il deputato e il consigliere Ceparano.
«Chiediamo che venga realizzato un elenco completo di tutti gli scarichi regolarmente autorizzati e che, quando possibile dal punto di vista tecnico, ciascun punto venga riconoscibile attraverso un’apposita targhetta riportante il titolare e i dati relativi al permesso. Ogni condotta che riversa acqua nel fiume deve poter essere individuata e verificata, così da separare senza difficoltà gli scarichi regolari da quelli clandestini, che sono illegali e fortemente dannosi per l’ambiente».
«Il Consiglio regionale ha recentemente votato all’unanimità una risoluzione dedicata alla tutela e al recupero del Sarno, mentre la Regione ha destinato più di 400 milioni di euro al piano per la sicurezza idraulica e il recupero ambientale dell’intero bacino. Si tratta di uno stanziamento significativo che ora deve trasformarsi concretamente in interventi, attività di controllo e risultati che possano essere misurati», concludono.
Fiume Sarno, protesta dei cittadini direttamente nell’acqua contro l’inquinamento e gli sversamenti illegali
Nei giorni scorsi si è registrata una significativa partecipazione a Sarno in occasione del sit-in “Piedi nell’acqua, mani sul futuro”. Cittadini e rappresentanti delle associazioni sono entrati simbolicamente a piedi nudi nel fiume per rivendicare interventi di bonifica e rilanciare due messaggi: “Il Sarno non è una fogna” e “l’Acqua è Vita”.L’evento
Alla manifestazione erano presenti il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano. L’appuntamento è stato organizzato da Roberto Robustelli, esponente di Europa Verde a Sarno. Hanno partecipato inoltre Aniello Fasolino, coportavoce provinciale di Europa Verde Salerno, Francesco Servino e diversi rappresentanti dei comitati civici. A incontrare e salutare il deputato c’era anche Sebastiano Odierna, consigliere regionale di opposizione.«Nel corso dei mesi estivi, assieme all’avvocato ambientalista Fabio Armano, abbiamo seguito il corso del Sarno e dei suoi affluenti, individuando numerosi scarichi e depositando diversi esposti presso le Procure di Nocera Inferiore e Torre Annunziata. Gli scarichi irregolari devono essere perseguiti con fermezza e occorre rafforzare le verifiche sulle attività industriali, soprattutto nei settori che da anni risultano maggiormente esposti, come quello conciario e conserviero. A questo si aggiunge la grave questione degli scarichi civili che non confluiscono nella rete fognaria», afferma Borrelli.
«L’esperienza del lockdown durante l’emergenza Covid ci ha fornito un elemento che non può essere trascurato: quando numerose attività produttive erano ferme, in diversi punti del bacino le acque apparivano sensibilmente più pulite. È una conferma della necessità di predisporre un sistema di controllo costante e stringente, che fino a oggi è mancato», aggiungono il deputato e il consigliere Ceparano.
«Chiediamo che venga realizzato un elenco completo di tutti gli scarichi regolarmente autorizzati e che, quando possibile dal punto di vista tecnico, ciascun punto venga riconoscibile attraverso un’apposita targhetta riportante il titolare e i dati relativi al permesso. Ogni condotta che riversa acqua nel fiume deve poter essere individuata e verificata, così da separare senza difficoltà gli scarichi regolari da quelli clandestini, che sono illegali e fortemente dannosi per l’ambiente».
«Il Consiglio regionale ha recentemente votato all’unanimità una risoluzione dedicata alla tutela e al recupero del Sarno, mentre la Regione ha destinato più di 400 milioni di euro al piano per la sicurezza idraulica e il recupero ambientale dell’intero bacino. Si tratta di uno stanziamento significativo che ora deve trasformarsi concretamente in interventi, attività di controllo e risultati che possano essere misurati», concludono.




