La Camera ha approvato con 159 voti favorevoli, 53 no e 34 astenuti il disegno di legge presentato dal ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che prevede il divieto di produzione e vendita in Italia della carne coltivata.
Il divieto di produzione e vendita della carne coltivata è legge
Il disegno di legge presentato dal ministro Lollobrigida, proibisce "la produzione e l'immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali". L'Italia è il primo Paese in Europa a introdurre questo divieto.
La carne sintetica è un prodotto di carne animale che non è mai stato parte di un animale vivo. Viene prodotta in laboratorio attraverso tecniche bioingegneristiche studiate per la sintesi di tessuto vivente nell'ambito della medicina riabilitativa. La carne sintetica è anche conosciuta come carne coltivata, carne pulita, carne in vitro e carne artificiale.
Cosa prevede il disegno di legge
Secondo il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il divieto di produzione e vendita della carne coltivata è stato introdotto per tutelare la salute dei cittadini. Come riporta Il Sole 24 ore il disegno di legge vieta inoltre l’uso di terminologie specifiche della macelleria, della salumeria, della pescheria e i nomi di alimenti di origine animale rappresentativi degli usi commerciali per la denominazione di prodotti a base di proteine vegetali.
La misura – invisa alle aziende del Food che producono vegetali, con un giro d’affari da 500 milioni di euro nel 2022 – è nata con l’obiettivo di impedire l’uso di terminologie improprie, che possano trarre in inganno il consumatore: entro due mesi il ministero pubblicherà un elenco delle denominazioni di vendita degli alimenti a base di proteine vegetali ritenute ambigue.

