Le mareggiate e i fenomeni franosi che hanno colpito recentemente il litorale salernitano stanno trasformando un’emergenza episodica in una vera crisi strutturale. Le voragini sul Lungomare Tafuri, le crepe nell’area del Giardino di Asia e la frana che ha interrotto la SS163 tra Vietri sul Mare e Cetara evidenziano una fragilità del territorio che non può più essere ignorata. A lanciare l’allarme è Patrizia Spinelli, Segretario Generale di FENEALUIL Salerno, in una nota diffusa oggi.
La sindacalista sottolinea come i danni non siano solo materiali: «Sono in gioco la sicurezza dei cittadini, la continuità dei servizi, la mobilità e la quotidianità di centinaia di lavoratori, che ogni giorno affrontano ritardi e difficoltà negli spostamenti. Interi quartieri rischiano l’isolamento e l’impatto economico e sociale è già evidente».
Secondo FENEALUIL, non bastano più interventi tampone o lavori frammentati. «Serve una programmazione strutturale capace di affrontare in modo organico il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera – continua Spinelli –. Occorre un piano straordinario di messa in sicurezza della costa e cantieri concreti per il ripristino del lungomare, della viabilità e delle opere di difesa costiera. Le risorse disponibili devono tradursi rapidamente in lavori reali, evitando ritardi burocratici che aggraverebbero ulteriormente la situazione».
La segretaria evidenzia anche la necessità di un coordinamento tra Prefettura, Regione, Comune e Protezione Civile, con un tavolo permanente per monitorare interventi e tempistiche e garantire trasparenza e efficacia nella gestione dell’emergenza. «Troppo spesso il dibattito pubblico si concentra su opere simboliche, ma oggi la priorità è la sicurezza delle infrastrutture esistenti: strade, costoni e lungomari che garantiscono mobilità, lavoro e servizi», spiega Spinelli.
Infine, il messaggio riguarda anche il settore economico e occupazionale: «La messa in sicurezza del territorio rappresenta un’occasione di lavoro e sviluppo, ma deve essere un lavoro di qualità, con cantieri sicuri, imprese qualificate, rispetto dei contratti e legalità». La conclusione è un monito chiaro: «I finanziamenti ci sono davvero? Non possiamo più accontentarci di opere tampone che rinviano il problema. Serve programmazione, risorse certe e cantieri veri per mettere finalmente in sicurezza il territorio».
Salerno, crisi costiera: Fenealuil chiede cantieri veri e piano straordinario
«Diciamolo senza giri di parole: qui serve un mea culpa collettivo – scrive Spinelli –. Per anni la forza del mare è stata sottovalutata, ignorata, rimandata. I segnali c’erano tutti: basti ricordare quando una grossa nave rischiò di essere scaraventata contro la piscina del lungomare. Oggi paghiamo il prezzo di quella sottovalutazione, di interventi rinviati e di una programmazione mai affrontata sul serio».La sindacalista sottolinea come i danni non siano solo materiali: «Sono in gioco la sicurezza dei cittadini, la continuità dei servizi, la mobilità e la quotidianità di centinaia di lavoratori, che ogni giorno affrontano ritardi e difficoltà negli spostamenti. Interi quartieri rischiano l’isolamento e l’impatto economico e sociale è già evidente».
Secondo FENEALUIL, non bastano più interventi tampone o lavori frammentati. «Serve una programmazione strutturale capace di affrontare in modo organico il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera – continua Spinelli –. Occorre un piano straordinario di messa in sicurezza della costa e cantieri concreti per il ripristino del lungomare, della viabilità e delle opere di difesa costiera. Le risorse disponibili devono tradursi rapidamente in lavori reali, evitando ritardi burocratici che aggraverebbero ulteriormente la situazione».
La segretaria evidenzia anche la necessità di un coordinamento tra Prefettura, Regione, Comune e Protezione Civile, con un tavolo permanente per monitorare interventi e tempistiche e garantire trasparenza e efficacia nella gestione dell’emergenza. «Troppo spesso il dibattito pubblico si concentra su opere simboliche, ma oggi la priorità è la sicurezza delle infrastrutture esistenti: strade, costoni e lungomari che garantiscono mobilità, lavoro e servizi», spiega Spinelli.
Infine, il messaggio riguarda anche il settore economico e occupazionale: «La messa in sicurezza del territorio rappresenta un’occasione di lavoro e sviluppo, ma deve essere un lavoro di qualità, con cantieri sicuri, imprese qualificate, rispetto dei contratti e legalità». La conclusione è un monito chiaro: «I finanziamenti ci sono davvero? Non possiamo più accontentarci di opere tampone che rinviano il problema. Serve programmazione, risorse certe e cantieri veri per mettere finalmente in sicurezza il territorio».

