Il dissesto idrogeologico nel Salernitano continua a rappresentare una delle emergenze strutturali più rilevanti del territorio. A certificarlo è il Rapporto ISPRA 2024, che fotografa una provincia tra le più esposte in Italia per pericolosità da frana. Secondo i dati aggiornati, il 22% della superficie provinciale rientra nelle classi di pericolosità elevata (P3) e molto elevata (P4). Un dato che conferma una vulnerabilità cronica e impone una riflessione seria sulle politiche di prevenzione.
I numeri del rischio: oltre mille chilometri quadrati vulnerabili
La provincia di Salerno figura, insieme ad Aosta, Trento e Grosseto, tra le aree italiane con la maggiore estensione di suolo classificato ad alto rischio.
Nel dettaglio:
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1.095,9 km² risultano esposti a pericolosità elevata o molto elevata;
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7.292 frane censite tra il 1116 e il 2026;
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40,8% degli eventi legati a fenomeni di colamento lento, causati da terreni saturi d’acqua che scivolano progressivamente verso valle.
Il quadro restituisce l’immagine di un territorio che convive con movimenti franosi spesso silenziosi ma persistenti, aggravati da condizioni climatiche sempre più estreme.
Popolazione esposta: oltre 93mila cittadini in aree ad alto rischio
Il dato demografico è tra i più preoccupanti. In provincia di Salerno sono 93.630 i residenti che vivono in zone classificate a pericolosità P3 o P4, pari all’8,6% della popolazione complessiva. Si tratta di oltre 30mila nuclei familiari, con una significativa presenza di categorie fragili:
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19,7% over 65;
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14% minori sotto i 15 anni.
La presenza di anziani e giovani in aree a rischio accentua la criticità in caso di eventi improvvisi, rendendo fondamentale una pianificazione preventiva efficace.
I comuni più esposti: criticità tra Cilento e Costiera Amalfitana
L’analisi comunale evidenzia situazioni particolarmente delicate sia nell’entroterra che lungo la fascia costiera. Tra i centri con le percentuali più alte di popolazione residente in aree a rischio:
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Ottati: 92,35%
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Amalfi: 86,07%
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Cetara: 82,23%
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Monteforte Cilento: 77,52%
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Minori: 71,58%
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Tramonti: 64,02%
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Camerota: 54,87%
Anche Positano, Ravello, Furore e Maiori registrano livelli di esposizione significativi, confermando la fragilità diffusa della Costiera Amalfitana e di vaste aree del Cilento.
Edifici, imprese e beni culturali sotto pressione
Il rischio non riguarda solo i residenti, ma anche patrimonio edilizio ed economia locale. Nel Salernitano risultano:
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31.379 edifici situati in aree P3 e P4 (12,2% del totale);
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6.332 unità locali di imprese in zone ad alta pericolosità;
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17,3% dei beni culturali in aree ad alto rischio, percentuale che sale all’80% considerando tutte le aree classificate a rischio.
Un dato che incide direttamente su turismo, economia e tutela del patrimonio storico.
Eventi recenti: emergenze sempre più frequenti
Negli ultimi anni il territorio provinciale è stato interessato da una sequenza costante di eventi franosi:
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6 fenomeni nel 2023;
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6 nel 2024;
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4 nel 2025;
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3 nei primi mesi del 2026.
Un bollettino che conferma l’urgenza di superare la logica dell’intervento emergenziale, puntando su prevenzione strutturale, monitoraggio continuo e pianificazione territoriale. Il Rapporto ISPRA 2024 non lascia spazio a interpretazioni: il Salernitano resta un’area strutturalmente fragile. La sfida è trasformare i dati in azioni concrete e durature.

