L’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, non avrebbe alcuna intenzione di ricorrere al patteggiamento nel procedimento parallelo che lo vede indagato per presunto scambio elettorale politico-mafioso. A precisarlo è il suo legale, l’avvocato Domenicantonio D'Alessandro, intervenuto al termine di un’udienza tecnica celebrata dinanzi al Tribunale di Vallo della Lucania come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nel corso della mattinata è stato ascoltato il consulente informatico incaricato dalla Procura di esaminare i dispositivi sequestrati durante le indagini, con particolare riferimento all’estrazione e alla catalogazione dei dati digitali. Successivamente, il dibattimento si è concentrato sull’esame e controesame del geometra Chiriconi, autore di una relazione tecnica considerata uno degli snodi centrali dell’accusa. In chiusura, l’ingegnere Carmine Greco ha reso dichiarazioni spontanee davanti al collegio.
Tra gli imputati figurano, oltre ad Alfieri, anche la sorella Elvira Alfieri, l’ex capo staff Andrea Campanile, il funzionario comunale Carmine Greco, Vittorio De Rosa – già legale rappresentante della Dervit Spa – e Alfonso Dauria, procuratore speciale della stessa società all’epoca dei fatti contestati. Il processo riprenderà il 26 febbraio con l’audizione del colonnello della Guardia di Finanza Otranto.
A margine dell’udienza, l’avvocato D’Alessandro ha inoltre affrontato le polemiche emerse nelle scorse settimane in merito alle autorizzazioni concesse ad Alfieri in occasione dei funerali della madre. Il difensore ha escluso qualsiasi diniego o restrizione da parte dell’autorità giudiziaria o delle forze dell’ordine, affermando che le autorizzazioni sarebbero state regolarmente rilasciate. Secondo quanto riferito, eventuali limitazioni si sarebbero verificate esclusivamente nelle fasi iniziali dell’indagine, prima del trasferimento del fascicolo in Tribunale.
Il legale ha infine ribadito che, per quanto riguarda il secondo filone d’inchiesta relativo al presunto scambio elettorale politico-mafioso, la linea difensiva resta orientata al confronto processuale, escludendo ipotesi di accordi alternativi al dibattimento.
Scambio elettorale politico-mafioso, nessun patteggiamento per Alfieri
Il chiarimento arriva in un contesto giudiziario articolato, che vede Alfieri imputato in un distinto procedimento relativo a presunti appalti irregolari per la pubblica illuminazione del Comune di Capaccio Paestum. L’udienza si è svolta davanti al presidente del collegio, Vincenzo Pellegrino, e al procuratore della Repubblica Francesco Rotondo. Al centro della seduta, l’analisi tecnica di atti e consulenze ritenute rilevanti ai fini dell’impianto accusatorio.Nel corso della mattinata è stato ascoltato il consulente informatico incaricato dalla Procura di esaminare i dispositivi sequestrati durante le indagini, con particolare riferimento all’estrazione e alla catalogazione dei dati digitali. Successivamente, il dibattimento si è concentrato sull’esame e controesame del geometra Chiriconi, autore di una relazione tecnica considerata uno degli snodi centrali dell’accusa. In chiusura, l’ingegnere Carmine Greco ha reso dichiarazioni spontanee davanti al collegio.
Tra gli imputati figurano, oltre ad Alfieri, anche la sorella Elvira Alfieri, l’ex capo staff Andrea Campanile, il funzionario comunale Carmine Greco, Vittorio De Rosa – già legale rappresentante della Dervit Spa – e Alfonso Dauria, procuratore speciale della stessa società all’epoca dei fatti contestati. Il processo riprenderà il 26 febbraio con l’audizione del colonnello della Guardia di Finanza Otranto.
A margine dell’udienza, l’avvocato D’Alessandro ha inoltre affrontato le polemiche emerse nelle scorse settimane in merito alle autorizzazioni concesse ad Alfieri in occasione dei funerali della madre. Il difensore ha escluso qualsiasi diniego o restrizione da parte dell’autorità giudiziaria o delle forze dell’ordine, affermando che le autorizzazioni sarebbero state regolarmente rilasciate. Secondo quanto riferito, eventuali limitazioni si sarebbero verificate esclusivamente nelle fasi iniziali dell’indagine, prima del trasferimento del fascicolo in Tribunale.
Il legale ha infine ribadito che, per quanto riguarda il secondo filone d’inchiesta relativo al presunto scambio elettorale politico-mafioso, la linea difensiva resta orientata al confronto processuale, escludendo ipotesi di accordi alternativi al dibattimento.

