Un errore informatico ha scatenato una vera e propria vertenza finanziaria tra l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e il Consorzio di Bonifica di Paestum, con milioni di euro finiti al posto sbagliato.
Tutto è iniziato anni fa, quando un bug software ha trasformato un normale versamento di un milione e mezzo di euro in un accredito di oltre quattro milioni e mezzo. Un «regalo» pubblico di quasi tre milioni generato da una semplice virgola spostata, che ha dato il via a un contenzioso lungo e complesso come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il contenzioso non si è limitato a questo. Il Consorzio di Paestum, infatti, ha avanzato una contro-richiesta di circa 900mila euro, contestando all’Agenzia di non aver mai rendicontato correttamente i recuperi dei morosi tra il 1999 e il 2003. La situazione ha spinto la Corte a ordinare una nuova consulenza tecnica per ricostruire l’effettiva dinamica dei versamenti risalenti a oltre vent’anni fa.
L’episodio, oltre a evidenziare la fragilità dei sistemi informatici anche nella gestione di fondi pubblici, mostra come errori tecnici possano generare contenziosi di grande rilevanza economica, coinvolgendo sia la pubblica amministrazione sia enti locali. La vicenda del Consorzio di Paestum resta dunque aperta e in attesa di una decisione giudiziaria ordinaria, con milioni di euro al centro di una disputa che mette in luce le complessità del controllo dei flussi finanziari pubblici e le responsabilità di chi gestisce i sistemi di pagamento elettronici.
Tutto è iniziato anni fa, quando un bug software ha trasformato un normale versamento di un milione e mezzo di euro in un accredito di oltre quattro milioni e mezzo. Un «regalo» pubblico di quasi tre milioni generato da una semplice virgola spostata, che ha dato il via a un contenzioso lungo e complesso come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Consorzio di Paestum contro l’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha tentato di recuperare la somma in eccesso, ma si è trovata di fronte a un ostacolo inatteso. La Corte dei conti, sezione giurisdizionale presieduta da Paolo Novelli, ha dichiarato il proprio difetto di competenza, escludendo di potersi pronunciare su un errore tecnico così macroscopico. I giudici hanno spiegato che, trattandosi di un indebito oggettivo derivante da un bug, il caso non rientrava nella gestione complessa di fondi pubblici, ma assomigliava piuttosto a un bonifico privato errato: la decisione deve quindi spettare al giudice ordinario.Il contenzioso non si è limitato a questo. Il Consorzio di Paestum, infatti, ha avanzato una contro-richiesta di circa 900mila euro, contestando all’Agenzia di non aver mai rendicontato correttamente i recuperi dei morosi tra il 1999 e il 2003. La situazione ha spinto la Corte a ordinare una nuova consulenza tecnica per ricostruire l’effettiva dinamica dei versamenti risalenti a oltre vent’anni fa.
L’episodio, oltre a evidenziare la fragilità dei sistemi informatici anche nella gestione di fondi pubblici, mostra come errori tecnici possano generare contenziosi di grande rilevanza economica, coinvolgendo sia la pubblica amministrazione sia enti locali. La vicenda del Consorzio di Paestum resta dunque aperta e in attesa di una decisione giudiziaria ordinaria, con milioni di euro al centro di una disputa che mette in luce le complessità del controllo dei flussi finanziari pubblici e le responsabilità di chi gestisce i sistemi di pagamento elettronici.

