La gestione della posidonia spiaggiata sui litorali di Pozzillo e Ogliastro Marina ha innescato una dura frizione istituzionale nel comune di Castellabate come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Al centro della contesa c'è il piano sperimentale per rigettare in mare i cumuli di alghe accumulati sull'arenile, un'operazione che vede contrapposti l'amministrazione comunale e i vertici del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in merito al rimpallo di competenze e alle responsabilità sui tempi burocratici.
Castellabate, scontro aperto sulle alghe a Pozzillo e Ogliastro
Il presidente dell'ente sovraordinato, Giuseppe Coccorullo, è intervenuto con fermezza per smontare quelle che definisce ricostruzioni di comodo diffuse da alcuni esponenti del municipio cilentano. Secondo i vertici del Parco, l'accusa di un presunto immobilismo degli uffici è del tutto infondata: la documentazione definitiva prodotta dal Comune è infatti pervenuta a ridosso del fine settimana e l'ente ha provveduto a rilasciare il proprio parere preventivo in tempi record. Coccorullo ha tenuto a precisare che la decisione finale e il nulla osta operativo non spettano al Parco, bensì rimangono di esclusiva pertinenza del Ministero dell'Ambiente.
La presidenza del Parco rivendica inoltre di aver promosso fin dall'inizio un tavolo tecnico a Roma per accelerare le procedure d'emergenza, invitando la controparte a interrompere lo scaricabarile mediatico che rischia solo di danneggiare i residenti e gli imprenditori balneari all'inizio della stagione turistica.
Dal canto suo, l'amministrazione di Castellabate, per bocca dei delegati al demanio, difende la celerità delle proprie mosse, ribadendo la validità del progetto ecologico messo in campo e auspicando che la macchina burocratica ministeriale riesca a coordinarsi rapidamente per sbloccare l'impasse e ripulire le spiagge.

