Il raccordo autostradale Salerno-Avellino resta al centro del dibattito istituzionale e sindacale. L’opera di allargamento, inserita nella programmazione nazionale nel 2001, attende da circa 25 anni l’apertura effettiva dei cantieri.
A rilanciare la richiesta di sbloccare i lavori è la Filca Cisl di Salerno, che sollecita un’accelerazione dell’iter per un’infrastruttura considerata decisiva per la mobilità, la sicurezza e lo sviluppo della Valle dell’Irno.
La mozione approvata a Baronissi
Il segretario organizzativo della Filca Cisl, Giuseppe Vicinanza, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa del Consiglio comunale di Baronissi, che ha approvato un emendamento alla mozione dedicata al rilancio dell’opera.
L’atto impegna il sindaco e la giunta a sollecitare Anas, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Campania, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete e tempi certi.
Filca Cisl pronta ad affiancare gli enti locali
Vicinanza ha definito positivo l’indirizzo politico espresso da Baronissi, manifestando la disponibilità del sindacato ad affiancare il Comune e gli altri enti della Valle dell’Irno in ogni iniziativa utile ad accelerare il percorso amministrativo.
Per la Filca Cisl, dopo anni di attesa, è necessario passare dalle interlocuzioni all’apertura dei cantieri.
Un’arteria strategica per tre snodi autostradali
Il raccordo Salerno-Avellino collega tre assi fondamentali della viabilità: l’A2 Autostrada del Mediterraneo, l’A30 Caserta-Salerno allo svincolo di Fisciano-Lancusi e l’A16 Napoli-Canosa ad Avellino Est.
Si tratta quindi di un’infrastruttura centrale per gli spostamenti quotidiani, per il traffico commerciale e per il collegamento tra provincia di Salerno, Irpinia e resto della Campania.
Traffico, mezzi pesanti e sicurezza
Il traffico giornaliero, anche per la forte presenza di mezzi pesanti, supera spesso la capacità dell’attuale infrastruttura.
Una condizione che, secondo il sindacato, incide sulla sicurezza stradale e sulla vivibilità dei territori attraversati, in particolare nella Valle dell’Irno.
A rendere ancora più urgente il tema c’è anche la presenza dell’Università degli Studi di Salerno, tra Baronissi e Fisciano, con migliaia di studenti, docenti e lavoratori che percorrono quotidianamente la tratta.

