Una società dolciaria di Giffoni Sei Casali è stata condannata dalla Corte dei Conti della Campania a pagare oltre 551mila euro all'Agenzia delle Entrate per danno erariale. Lo riporta SalernoToday.
Secondo gli organi giudicanti, la società non ha concretizzato gli obiettivi dichiarati. I macchinari acquistati grazie agli incentivi non sono stati mai utilizzati, risultando ancora imballati e senza alcun incremento della capacità produttiva. Inoltre, i corsi di formazione promessi dalla società non sarebbero mai stati svolti, con documentazioni insufficienti e riscontri negativi da parte dei dipendenti. Tale comportamento ha vanificato lo scopo delle agevolazioni fiscali, che miravano da un lato a favorire lo sviluppo economico e occupazionale nel Mezzogiorno, e dall'altro a supportare la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese attraverso la qualificazione del personale.
Complessivamente, i crediti d'imposta ottenuti dalla società ammontavano a 551.361 euro, con un danno erariale suddiviso in 289.780 euro per gli investimenti nel Mezzogiorno e 261.580 euro per la formazione. Secondo quanto stabilito dalla Corte, l'entità del danno e la mancata realizzazione degli obiettivi previsti dimostrano una responsabilità amministrativa a titolo di dolo. È stato evidenziato che le risorse pubbliche sono state sfruttate in modo contrario alle finalità stabilite per legge, configurando una grave violazione con rilevanti conseguenze economiche per lo Stato.
Giffoni Sei Casali, società dolciaria condannata per danno erariale: dovrà pagare oltre 551mila euro
Una società dolciaria di Giffoni Sei Casali è stata condannata dalla Corte dei Conti della Campania a pagare oltre 551 mila euro all'Agenzia delle Entrate per danno erariale. La sentenza, scaturita dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura regionale, ha accertato che la società aveva indebitamente compensato crediti d'imposta tra il 2020 e il 2022. Questi benefici fiscali riguardavano investimenti nel Mezzogiorno e formazione del personale, ma le finalità previste dalla legge non sono state rispettate.Secondo gli organi giudicanti, la società non ha concretizzato gli obiettivi dichiarati. I macchinari acquistati grazie agli incentivi non sono stati mai utilizzati, risultando ancora imballati e senza alcun incremento della capacità produttiva. Inoltre, i corsi di formazione promessi dalla società non sarebbero mai stati svolti, con documentazioni insufficienti e riscontri negativi da parte dei dipendenti. Tale comportamento ha vanificato lo scopo delle agevolazioni fiscali, che miravano da un lato a favorire lo sviluppo economico e occupazionale nel Mezzogiorno, e dall'altro a supportare la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese attraverso la qualificazione del personale.
Complessivamente, i crediti d'imposta ottenuti dalla società ammontavano a 551.361 euro, con un danno erariale suddiviso in 289.780 euro per gli investimenti nel Mezzogiorno e 261.580 euro per la formazione. Secondo quanto stabilito dalla Corte, l'entità del danno e la mancata realizzazione degli obiettivi previsti dimostrano una responsabilità amministrativa a titolo di dolo. È stato evidenziato che le risorse pubbliche sono state sfruttate in modo contrario alle finalità stabilite per legge, configurando una grave violazione con rilevanti conseguenze economiche per lo Stato.

