Alla Bit 2026 di Milano Salerno rilancia il turismo con un piano strategico condiviso: obiettivo più brand awareness, traffico internazionale e flussi nelle stagioni intermedie. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Salerno alla Bit 2026: più governance e strategia per guidare i flussi turistici
Salerno consolida la propria posizione nel panorama turistico campano e rilancia con una strategia di lungo periodo. Due anni fa la provincia ha superato 1,4 milioni di arrivi e 5,1 milioni di presenze, rappresentando il 24% dell’intero movimento turistico regionale. Numeri che fotografano un territorio centrale nel sistema Campania.
Il quadro è stato illustrato alla Bit 2026 di Milano, nello spazio della Regione Campania, durante l’incontro dedicato a “Porti e aeroporti in Campania, grandi hub del turismo regionale”, promosso da Unioncamere Campania e dalla Camera di Commercio di Salerno. Nell’occasione è stato presentato anche il rapporto “Progetto Territorio: Salerno e la sua Provincia”, curato da Confesercenti Salerno.
Flussi concentrati e presenze sotto i livelli pre-Covid
Il tema delle infrastrutture – scali portuali e aeroportuali – si inserisce nel percorso del Destination Management Plan sviluppato con la Camera di Commercio di Salerno. L’obiettivo è costruire un sistema turistico provinciale competitivo, basato su una governance condivisa, marketing integrato e promozione costante.
L’analisi dei flussi evidenzia una forte concentrazione in Costiera amalfitana (47%), seguita dal Cilento (33%), mentre città di Salerno e Piana del Sele si attestano entrambe intorno al 10%. Nonostante la crescita recente, il totale delle presenze resta inferiore di circa un milione rispetto al 2019, segnale della necessità di rafforzare posizionamento, accessibilità e qualità dell’offerta.
«Il passaggio da semplice località a destinazione turistica richiede un cambio di paradigma», sottolinea Andrea Prete, presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno. «Non possiamo più permetterci una proposta frammentata».
Governance condivisa e ruolo delle infrastrutture
La Camera di Commercio punta a svolgere una funzione di coordinamento tra enti locali e operatori. «Vogliamo essere il motore di un raccordo strategico – spiega Prete – senza sostituirci alle identità territoriali ma offrendo indirizzi comuni su cui convergere».
Il Destination Management Plan mira a mettere a sistema le opportunità garantite da aeroporto, porti, alta velocità ferroviaria e rete autostradale, trasformando l’accessibilità in un’esperienza turistica integrata, capace di superare stagionalità e confini amministrativi.
Tra le priorità, la valorizzazione delle eccellenze: dal patrimonio naturalistico del Cilento all’enogastronomia della Piana del Sele, con standard qualitativi elevati e una comunicazione digitale adeguata ai mercati internazionali.
Anche per l’assessore regionale al Turismo, Enzo Maraio, la sfida non è soltanto incrementare i numeri, ma governare i flussi, distribuendoli meglio nel tempo e nello spazio. L’obiettivo è aprire nuove direttrici verso il Cilento e le aree interne, riducendo la pressione sulle mete più affollate. In questo scenario, la comunicazione digitale diventa uno strumento decisivo per orientare le scelte dei viaggiatori e promuovere modelli di fruizione sostenibile.
Gli obiettivi del piano
Il piano individua come aree strategiche la città di Salerno, la Piana del Sele e il comprensorio Cilento-Vallo di Diano, con l’aeroporto di Salerno quale leva fondamentale per accessibilità e sviluppo. Tra i traguardi fissati nel medio periodo: incremento del 25% della brand awareness, crescita del 20% del traffico internazionale qualificato, aumento del 25% dei flussi nelle stagioni intermedie e +15% della spesa media dei visitatori. La strategia punta su prodotti esperienziali – outdoor, mare, cultura, enogastronomia, cammini e ciclovie – sostenuti da una promozione continuativa e orientata ai target di riferimento.

