Come riportato da Il Mattino, si è svolta ieri mattina a Battipaglia la cerimonia per il rientro dei resti dell’appuntato dei Carabinieri Giovanni Tucci, caduto a Corfù nel 1942 durante il secondo conflitto mondiale. Un momento solenne, celebrato nella chiesa di San Gregorio VII, alla presenza delle autorità civili, religiose e dei rappresentanti dell’Arma, che hanno reso gli onori militari al collega caduto. Una celebrazione che ha assunto valore non solo commemorativo, ma anche storico, restituendo alla comunità un frammento della propria memoria legata ai sacrifici compiuti da cittadini impegnati in servizio nelle forze armate.
Battipaglia, il ritorno a casa dei resti dell’appuntato Tucci
L’arciprete ha guidato la liturgia,
sottolineando il significato del ritorno delle spoglie nella città dove Tucci aveva vissuto parte della sua vita familiare. Tra i presenti, anche il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese, che ha partecipato alla cerimonia insieme agli ufficiali dell’Arma, a delegazioni associative e a cittadini giunti per rendere omaggio al militare. Il picchetto in alta uniforme ha accompagnato le fasi della funzione, mentre il feretro, avvolto dal tricolore, è stato collocato all’interno della chiesa per il rito religioso.
La traslazione delle spoglie
dall’Ossario del Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari alla cappella della famiglia Martello, nel cimitero comunale di Battipaglia, è stata richiesta e voluta da Anna Maria Martello, vedova di Antonio Tucci, figlio dell’appuntato. Antonio Tucci, scomparso in tempi recenti, non ebbe modo di conoscere il padre, morto quando lui era ancora in tenera età; ciononostante, ne aveva custodito nel corso degli anni il ricordo attraverso testimonianze familiari e documenti. La decisione di traslare i resti nella cappella di famiglia risponde dunque all’intento di ricomporre simbolicamente un legame intergenerazionale, rendendo possibile la presenza fisica del militare accanto ai propri cari.
Giovanni Tucci era originario di Bellosguardo. Nel corso della sua carriera nell’Arma dei Carabinieri si era distinto per impegno, disciplina e spirito di servizio, caratteristiche che in quegli anni contraddistinguevano l’operato di numerosi militari impegnati in contesti bellici complessi. Il ritorno delle sue spoglie ha rappresentato per la città un’occasione di riflessione sul valore della memoria, sul ruolo delle istituzioni nella conservazione dei luoghi e delle storie collettive, e sull’importanza di onorare chi ha servito lo Stato nelle sue diverse articolazioni.