Cronaca

Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, operai egiziani sospesi dal cantiere: nuova protesta davanti alla Prefettura il 26 ottobre

Carla Castellano
Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, operai egiziani sospesi dal cantiere: nuova protesta davanti alla Prefettura il 26 ottobre

Torna a crescere la tensione attorno ai lavori dell'alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Gli operai egiziani sospesi dalle attività nel cantiere ferroviario di Campagna scenderanno nuovamente in piazza per chiedere certezze sul futuro occupazionale, il pagamento delle spettanze arretrate e il rispetto dei diritti contrattuali.

La nuova mobilitazione è stata organizzata dalla Fillea CGIL Salerno per lunedì 26 ottobre, a partire dalle ore 10, in piazza Amendola, davanti alla Prefettura di Salerno. Al centro della vertenza ci sono i lavoratori di nazionalità egiziana impiegati nel lotto 1 Battipaglia-Romagnano, uno dei cantieri dell'importante progetto infrastrutturale destinato a potenziare i collegamenti ferroviari tra la Campania e la Calabria.

Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, nuova protesta degli operai egiziani

La manifestazione del 26 ottobre rappresenta un ulteriore passaggio di una controversia sindacale che prosegue da diverse settimane. I lavoratori, precedentemente impegnati nelle attività del cantiere presso il campo base di Campagna, si trovano in una situazione di incertezza dopo la sospensione dal lavoro.

La Fillea CGIL ha già promosso iniziative di protesta e richiesto l'intervento delle istituzioni per affrontare le problematiche occupazionali ed economiche denunciate dagli operai. Le rivendicazioni riguardano principalmente la salvaguardia dei posti di lavoro, il pagamento delle somme arretrate e la corretta applicazione delle condizioni contrattuali.

A comunicare ufficialmente alla Prefettura di Salerno l'organizzazione del nuovo presidio è stato Vito Grieco, segretario generale della Fillea CGIL Salerno.

La Fillea CGIL chiede garanzie occupazionali

Il sindacato ritiene necessario individuare rapidamente soluzioni che consentano ai lavoratori coinvolti di conoscere le proprie prospettive professionali. «Non è accettabile che, mentre si realizzano infrastrutture strategiche per il futuro del Mezzogiorno, chi contribuisce materialmente alla loro costruzione debba vivere nell'incertezza del proprio futuro lavorativo», denuncia Vito Grieco.

Il segretario generale sottolinea come gli operai abbiano già prestato la propria attività in un cantiere di particolare rilevanza e oggi chiedano di sapere quale sarà il loro destino occupazionale. Secondo la Fillea CGIL, la sospensione delle attività non può trasformarsi in una condizione di precarietà prolungata, senza indicazioni sui tempi e sulle prospettive di ripresa del lavoro.

Il sindacato sollecita dunque risposte concrete da parte dei soggetti coinvolti nella realizzazione dell'opera e delle istituzioni competenti.

Il sindacato richiama il rispetto del Protocollo di legalità

La vertenza non riguarda esclusivamente la continuità occupazionale, ma anche la tutela economica e contrattuale dei lavoratori. La Fillea CGIL chiede infatti che vengano garantite tutte le spettanze dovute e rispettati gli impegni previsti nell'ambito della realizzazione dell'infrastruttura.

Particolare attenzione viene rivolta alla gestione degli appalti e dei subappalti, oltre che all'applicazione del Protocollo di legalità e delle garanzie previste per il personale impiegato nei cantieri.

«Non possono essere i lavoratori, peraltro stranieri e spesso in condizioni di maggiore vulnerabilità, a pagare il prezzo delle criticità che interessano la gestione degli appalti e dei cantieri», afferma Grieco.

Il sindacalista ribadisce che la questione è già stata sottoposta all'attenzione delle istituzioni e che l'organizzazione continuerà a mobilitarsi fino all'individuazione di soluzioni.

La protesta per chiedere lavoro regolare, sicurezza e dignità

Il nuovo appuntamento in piazza Amendola punta a riportare al centro dell'attenzione la situazione degli operai egiziani e a sollecitare un intervento istituzionale. Per la Fillea CGIL, un'opera strategica come l'alta velocità Salerno-Reggio Calabria deve rappresentare non soltanto un investimento per lo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno, ma anche un'occasione per garantire occupazione stabile e condizioni di lavoro adeguate.

«Non può esserci progresso infrastrutturale senza il rispetto delle persone che quelle infrastrutture le costruiscono», conclude Vito Grieco. La mobilitazione proseguirà quindi lunedì 26 ottobre, dalle ore 10, davanti alla Prefettura di Salerno, dove i lavoratori e i rappresentanti sindacali torneranno a chiedere garanzie sul futuro occupazionale e il riconoscimento delle spettanze rivendicate.

La vertenza resta aperta, in attesa di risposte che possano chiarire la posizione degli operai sospesi e le prospettive di impiego nel cantiere dell'alta velocità.

Condividi

Leggi anche