Salerno, Paolo Trucillo presenta “La lingua di terra”: il romanzo sulla guerra e la speranza che richiama il dramma di Gaza

Un mondo devastato dalla guerra, un uomo segnato dal proprio passato e una bambina che diventa l'ultima possibilità di ritrovare ciò che resta dell'umanità. È questo il cuore di “La lingua di terra”, il nuovo romanzo dello scrittore salernitano Paolo Trucillo, pubblicato da Graus Edizioni, che sarà presentato giovedì 5 novembre, alle ore 18.30, alla Libreria Feltrinelli di Salerno, in corso Vittorio Emanuele 230.
Un'opera che affronta uno dei temi più dolorosi e attuali del nostro tempo: la capacità dell'essere umano di riconoscere la sofferenza degli altri, anche quando la violenza e la distruzione diventano parte della quotidianità. Attraverso una storia ambientata in un futuro post-apocalittico, Trucillo propone una riflessione sulla guerra, sulla perdita degli affetti e sulla possibilità di ricominciare anche quando tutto sembra ormai perduto.
“La lingua di terra”, il nuovo romanzo di Paolo Trucillo ambientato tra le macerie della guerra
Il romanzo appartiene al genere distopico e post-apocalittico, ma trae ispirazione da scenari che richiamano conflitti e tragedie del presente. L'ambientazione è quella di un territorio sconvolto da una catastrofe atomica, dove la distruzione ha cancellato gran parte delle certezze e dei riferimenti morali.
Uno scenario che evoca deliberatamente la Striscia di Gaza, trasformando la narrazione in una riflessione sulle conseguenze della guerra e sulla condizione di chi è costretto a sopravvivere tra macerie, paura e privazioni. Protagonista della storia è Kael, un ex maresciallo tormentato dai ricordi del passato, incapace di liberarsi dal dolore per gli affetti perduti durante il conflitto.
La sua esistenza procede tra l'istinto di sopravvivenza e il peso di una memoria che continua a condizionare ogni scelta. In un mondo dove la violenza sembra aver cancellato la compassione, il protagonista si ritrova a confrontarsi con una domanda fondamentale: quale significato può avere continuare a vivere quando tutto ciò che si amava è stato distrutto?
Una bambina cambia il destino dell'ex militare
A modificare il percorso del protagonista è l'incontro con Lina, una bambina sopravvissuta agli abusi e alla brutalità di un mondo ormai privo di protezione per i più deboli. La sua presenza obbliga Kael a confrontarsi con una responsabilità che aveva smesso di prendere in considerazione: quella di prendersi cura di un'altra persona.
Il legame tra i due diventa il centro emotivo del romanzo. La sopravvivenza non è più soltanto una questione individuale, ma si trasforma nella possibilità di proteggere qualcuno e ritrovare un motivo per guardare al futuro.
Attraverso questa relazione, “La lingua di terra” racconta una forma di resistenza alla disumanizzazione provocata dalla guerra, mostrando come la solidarietà possa sopravvivere anche nelle condizioni più estreme. Il racconto alterna tensione narrativa, introspezione e interrogativi morali, invitando il lettore a riflettere sul valore della vita e sulle conseguenze della violenza.
Dalla ricerca universitaria al riconoscimento internazionale
Accanto all'attività letteraria, Paolo Trucillo ha sviluppato un importante percorso nel mondo della ricerca scientifica. Ingegnere chimico e ricercatore presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, lo scrittore salernitano è stato inserito nella classifica internazionale World's Top 2% Scientists, elaborata con dati bibliometrici associati alla Stanford University.
Secondo le informazioni diffuse in occasione della presentazione del libro, Trucillo ha raggiunto il duecentesimo posto nel proprio settore di ricerca. Un profilo che unisce quindi la formazione scientifica alla passione per la narrativa.
Nel nuovo romanzo, la precisione analitica del ricercatore incontra una scrittura concentrata sulle emozioni, sui conflitti interiori e sui grandi interrogativi dell'esistenza. Il risultato è un'opera che utilizza la finzione letteraria per affrontare questioni profondamente legate alla realtà contemporanea.
Con Paolo Trucillo anche Pietro Graus, Francesco D'Episcopo e Alessandro Musto
La presentazione di “La lingua di terra” si terrà giovedì 5 novembre, alle ore 18.30, presso la Libreria Feltrinelli di Salerno, in corso Vittorio Emanuele 230. L'incontro offrirà al pubblico la possibilità di conoscere da vicino il romanzo e approfondire le motivazioni che hanno portato l'autore ad affrontare il tema della guerra attraverso una storia distopica.
All'appuntamento parteciperanno Pietro Graus, editore dell'opera, e il professor Francesco D'Episcopo, che contribuiranno all'analisi dei contenuti e dei temi affrontati nel libro. La serata sarà arricchita dalle letture dell'attore Alessandro Musto, che interpreterà alcuni passaggi del romanzo, accompagnando i presenti all'interno della vicenda di Kael e Lina.
Una riflessione sulla guerra e sul rischio di abituarsi alla sofferenza
Uno degli interrogativi al centro del libro riguarda il rapporto tra le persone e le immagini di devastazione che, attraverso televisioni e social network, entrano quotidianamente nelle case. La ripetizione continua delle notizie di guerra può alimentare il rischio di assuefarsi alla sofferenza, trasformando tragedie umane in immagini consumate rapidamente.
Con “La lingua di terra”, Paolo Trucillo sceglie invece di riportare l'attenzione sulle persone, sulle loro storie e sulla possibilità di conservare un sentimento di umanità anche nelle situazioni più drammatiche. Una narrazione che, pur muovendosi in un universo immaginario, richiama le ferite dei conflitti contemporanei e invita a non considerare inevitabile la perdita della compassione.
L'appuntamento del 5 novembre alla Feltrinelli di Salerno sarà dunque un'occasione per incontrare l'autore e confrontarsi su un romanzo che, attraverso la finzione, affronta una delle domande più urgenti del presente: come preservare la nostra umanità quando la guerra sembra aver cancellato tutto il resto?




