Capaccio Paestum, inchiesta appalti: la Procura chiede 7 anni di carcere per l'ex sindaco Franco Alfieri e l'assoluzione per la sorella Elvira

Si avvia alle battute finali dinanzi al Tribunale di Vallo della Lucania il processo sulle presunte irregolarità nell'assegnazione delle gare pubbliche a Capaccio Paestum.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Francesco Rotondo ha formulato le richieste di condanna per i principali imputati, sollecitando 7 anni di reclusione e 500 euro di multa a carico di Franco Alfieri, ex primo cittadino della comunità cilentana ed ex presidente della Provincia di Salerno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'impianto accusatorio si fonda su intercettazioni e riscontri documentali inerenti all'appalto per la pubblica illuminazione a Capaccio Paestum, ipotizzando una diffusione preventiva di dati tecnici e un condizionamento delle procedure amministrative a vantaggio dell'azienda esecutrice. Il collegio giudicante attendere le arringhe dei legali difensori nelle prossime udienze; la pronuncia della sentenza è fissata per il 19 novembre.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Francesco Rotondo ha formulato le richieste di condanna per i principali imputati, sollecitando 7 anni di reclusione e 500 euro di multa a carico di Franco Alfieri, ex primo cittadino della comunità cilentana ed ex presidente della Provincia di Salerno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La Procura chiede 7 anni di carcere per l'ex sindaco Franco Alfieri
Sollecitata l'assoluzione con formula piena («perché il fatto non sussiste») per Elvira Alfieri, sorella dell'ex amministratore e titolare della Alfieri Impianti, per la quale l'accusa non ha ravvisato profili di responsabilità legati alla presunta gestione di fatto della società di famiglia. Per gli altri coinvolti nella vicenda giudiziaria, la pubblica accusa ha richiesto 6 anni e 9 mesi per Vittorio De Rosa (titolare dell'impresa Dervit), 3 anni e 10 mesi per l'ex responsabile unico del procedimento Carmine Greco (con richiesta estesa a 4 anni e 2 mesi per i capi d'imputazione aggravati) e 2 anni e 6 mesi ciascuno per Andrea Campanile (ex capo staff di Alfieri) e Alfonso D'Auria (procuratore della Dervit), oltre alla confisca dei beni già sequestrati.L'impianto accusatorio si fonda su intercettazioni e riscontri documentali inerenti all'appalto per la pubblica illuminazione a Capaccio Paestum, ipotizzando una diffusione preventiva di dati tecnici e un condizionamento delle procedure amministrative a vantaggio dell'azienda esecutrice. Il collegio giudicante attendere le arringhe dei legali difensori nelle prossime udienze; la pronuncia della sentenza è fissata per il 19 novembre.




