Dal 18 luglio al 1° agosto l’Università di Salerno ospita gli European Universities Games con oltre 5mila atleti. Intanto nasce la Quantum Valley con un investimento da 180 milioni. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Universiadi 2026 e Quantum Valley: l’Università di Salerno rilancia su sport e innovazione
Si lascia andare all’emozione appena rientra tra i banchi del liceo Tasso. Virgilio D’Antonio, rettore dell’Università di Salerno, torna nella scuola dove è stato studente, sezione B, e ricorda le Olimpiadi di Chimica e il Certamen ospitati proprio nell’aula magna che oggi lo accoglie. Davanti agli studenti – tra cui un gruppo arrivato dalla sede distaccata di Pontecagnano – il rettore traccia un quadro dell’Ateneo attuale e delle prospettive imminenti.
«L’Università di Salerno è un’istituzione in piena evoluzione», sottolinea la dirigente scolastica Ida Lenza, evidenziando l’attenzione del rettore verso le sfide che attendono il mondo accademico.
La prima è ormai alle porte. Dal 18 luglio al 1° agosto l’Ateneo salernitano ospiterà gli European Universities Games, la più grande manifestazione sportiva universitaria europea, che si svolge ogni due anni in una diversa città del continente. Le competizioni si terranno tra il campus, il capoluogo e altri centri della provincia.
L’apertura ufficiale è fissata per il 18 luglio a Piazza della Libertà. «Sarà un evento di portata straordinaria – annuncia D’Antonio – accoglieremo più atleti delle Olimpiadi di Milano-Cortina». Attese 400 università provenienti da quaranta Paesi europei, con oltre cinquemila sportivi. Un’organizzazione imponente, preparata insieme ai partner istituzionali e territoriali.
La scelta di Piazza della Libertà rappresenta anche un gesto simbolico verso la città, in uno spazio divenuto emblema della Salerno contemporanea. Il fiore al centro della piazza è stato adottato come logo ufficiale della manifestazione.
Al campus prende forma la Quantum Valley: «Tra i poli più importanti al mondo»
Accanto alla dimensione sportiva, l’Università di Salerno si prepara a un’altra sfida, questa volta sul terreno dell’innovazione tecnologica. È il progetto della Quantum Valley, destinato a trasformare il campus in uno dei centri di riferimento globali nel campo del calcolo quantistico.
«A settembre sarà installato il quantum computing – spiega il rettore – un sistema basato sul calcolo quantistico che, in termini semplici, equivale a passare dal monopattino al teletrasporto». Il bando da 180 milioni di euro è stato aggiudicato a IBM.
L’obiettivo è ambizioso: diventare uno dei principali hub quantistici a livello mondiale, con possibili ricadute decisive sull’economia del Mezzogiorno. I settori interessati vanno dal farmaceutico al chimico, dalla logistica alla sanità, fino alla sicurezza.
Nuove professioni e università-hub culturali
In uno scenario dominato dall’innovazione tecnologica, l’Ateneo è chiamato a intercettare i cambiamenti, a partire dall’intelligenza artificiale. «Occorre integrarla in modo efficace nei processi quotidiani», osserva D’Antonio.
Molte delle professioni del futuro non sono ancora definite. Se le attività più ripetitive sono destinate a ridursi, emergeranno nuove figure come gli ingegneri robotici e quantistici, gli esperti di etica dell’intelligenza artificiale – chiamati a garantirne uno sviluppo equo e responsabile – e i growth hacker, professionisti del marketing ibrido con competenze in dati e tecnologia orientate alla crescita sostenibile delle imprese.
L’Università di Salerno, intanto, rafforza il proprio ruolo di polo culturale e imprenditoriale. «Abbiamo avviato start up e iniziative nel campo delle energie rinnovabili – aggiunge il rettore – oltre a collaborazioni con aziende e partner industriali». Sono già attive Academy con Terna, IBM, Microsoft e Google, insieme a percorsi interdisciplinari in Big Data Management, Digital Marketing, Sociologia del cambiamento ambientale e digitale e Ingegneria dell’informazione per la medicina digitale.

