Cronaca

Torino, truffa informatica ai danni di un 36enne: chiesto il processo per sette imputati, tra di loro anche due uomini di Agropoli

Martina FrancionePubblicato il Aggiornato il
Torino, truffa informatica ai danni di un 36enne: chiesto il processo per sette imputati, tra di loro anche due uomini di Agropoli
Una serie di ricariche da 250 euro effettuate attraverso una carta bancomat sottratta al legittimo proprietario, dopo averne acquisito illecitamente le credenziali di accesso. È il meccanismo al centro di un'inchiesta della Procura di Torino, che ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone, tutte residenti in Campania, accusate a vario titolo di accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica e ricettazione.

Tra gli imputati figurano anche due uomini di Agropoli, rispettivamente di 54 e 50 anni. La vicenda risale alla fine di maggio del 2021 e riguarda un presunto raggiro ai danni di un 36enne residente nella provincia torinese.

Truffa informatica a Torino: chiesto il processo per sette imputati campani, tra di loro due uomini di Agropoli

L'indagine è partita dalla denuncia presentata dal 36enne, che avrebbe subito la sottrazione illecita della propria carta bancomat e delle relative credenziali. Secondo la ricostruzione della Procura, il titolo di pagamento sarebbe stato intercettato dopo la spedizione effettuata dall'istituto di credito, finendo così nella disponibilità di persone non autorizzate a utilizzarlo.

Gli investigatori avrebbero successivamente ricostruito una serie di operazioni bancarie eseguite attraverso l'impiego fraudolento della carta e dei codici associati. Le accuse riguardano complessivamente sette persone di origine campana, tra cui i due agropolesi, per le quali la Procura ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio.

Uno degli aspetti centrali dell'inchiesta riguarda le modalità con cui sarebbe stato sottratto il denaro alla vittima. Secondo l'impostazione accusatoria, gli indagati avrebbero utilizzato le credenziali acquisite illecitamente per accedere a sistemi informatici protetti dell'istituto bancario ed effettuare operazioni non autorizzate.

Il meccanismo contestato prevedeva quattro ricariche da 250 euro per ciascun indagato, destinate a carte personali indicate negli atti come Postepay Evolution e Paywave. Anziché procedere con un unico trasferimento di denaro, sarebbero quindi state effettuate più operazioni di importo contenuto, secondo una modalità che la Procura considera parte di un sistema fraudolento ripetuto. Le somme sarebbero state trasferite attraverso l'utilizzo del bancomat del 36enne, senza il suo consenso.

Accesso abusivo, frode informatica e ricettazione: le accuse

I fatti contestati risalgono alla fine del mese di maggio 2021. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Torino comprendono, a vario titolo e in concorso, la ricettazione della carta bancomat sottratta, l'accesso abusivo a un sistema informatico e la frode informatica.

Per quest'ultimo reato viene contestata anche l'aggravante legata all'indebito utilizzo dell'identità digitale della vittima. Secondo gli inquirenti, l'acquisizione fraudolenta dei codici avrebbe consentito agli indagati di operare sui sistemi bancari protetti, disponendo ricariche verso strumenti di pagamento nella propria disponibilità.

La Procura di Torino chiede il rinvio a giudizio

Al termine degli accertamenti, la Procura ha chiesto che i sette imputati vengano processati per le condotte contestate. La richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una condanna e dovrà essere valutata dal giudice competente, chiamato a decidere sull'eventuale apertura del processo.

Condividi

Leggi anche