La nascita della Scuola Medica Salernitana è avvolta dal mistero: chi afferma che è nata grazie alla presenza sul territorio di diversi monaci benedettini esperti nell’arte delle cure, altri dicono, invece, che fu grazie a vescovi autori di trattati di medicina, ma la teoria più accreditata porrebbe le basi del complesso nella volontà di alcune libere associazioni di maestri e studenti impegnati nella diffusione delle arti mediche.
Vi è però una leggenda legata alla nascita della Scuola Medica Salernitana, che narra che questa fu creata dalla volontà di quattro maestri: il latino Salernus, il greco Pontus, l’ebreo Helinus e l’arabo Abdela. La leggenda racconta che un pellegrino greco di nome Pontus si fosse fermato nella città di Salerno e avesse trovato rifugio per la notte sotto gli archi dell'antico acquedotto dell'Arce. Scoppiò un temporale e un altro viandante malandato si riparò nello stesso luogo, si trattava del latino Salernus; costui era ferito e il greco, dapprima sospettoso, si avvicinò per osservare da vicino le medicazioni che il latino praticava alla sua ferita.
Nel frattempo erano giunti altri due viandanti, l'ebreo Helinus e l'arabo Abdela. Anch'essi si dimostrarono interessati alla ferita e alla fine si scoprì che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.
Costantino l’Africano, medico cartaginese contemporaneo di Garioponto, portò, invece, a Salerno le conoscenze arabe. Tra l’XI e il XII secolo furono membri dell’Istituto anche due medici ebrei: Cofone il vecchio e Cofone il giovane. Del primo sono pervenute solo alcune pagine di farmacologia; del secondo, invece, sono sopravvissute il De arte medendi e il De aegritudinum curatione. Non si sa a chi dei due appartenga l’opera Anatomia porci, il primo trattato nel quale si afferma che l’anatomia del maiale sia la più vicina a quella umana. Idea che rimarrà in voga fino al Rinascimento.
La Scuola Medica Salernitana tra leggenda e storia
Le origini della Scuola Medica Salernitana sono avvolte dal mistero. La storia racconta due possibili inizi: Secondo alcuni la Scuola Medica Salernitana nacque grazie alla presenza sul territorio di diversi monaci benedettini esperti nell’arte delle cure. Per altri, invece, il complesso fu creato da vescovi autori di trattati di medicina che realizzarono un primo nucleo della Scuola all’interno del chiostro della Cattedrale principale. Contro questa ipotesi, però, vi sarebbero dei documenti che attestano la nascita del chiostro nel Duomo nell’XI secolo, quando la Scuola Salernitana era già nata. La teoria più accreditata porrebbe le basi del complesso nella volontà di alcune libere associazioni di maestri e studenti impegnati nella diffusione delle arti mediche.
Vi è però una leggenda legata alla nascita della Scuola Medica Salernitana, che narra che questa fu creata dalla volontà di quattro maestri: il latino Salernus, il greco Pontus, l’ebreo Helinus e l’arabo Abdela. La leggenda racconta che un pellegrino greco di nome Pontus si fosse fermato nella città di Salerno e avesse trovato rifugio per la notte sotto gli archi dell'antico acquedotto dell'Arce. Scoppiò un temporale e un altro viandante malandato si riparò nello stesso luogo, si trattava del latino Salernus; costui era ferito e il greco, dapprima sospettoso, si avvicinò per osservare da vicino le medicazioni che il latino praticava alla sua ferita.
Nel frattempo erano giunti altri due viandanti, l'ebreo Helinus e l'arabo Abdela. Anch'essi si dimostrarono interessati alla ferita e alla fine si scoprì che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.
Hippocratica Civitas: dagli insegnamenti si Ippocrate e Galeno
La Scuola Medica Salernitana prendeva spunto dagli insegnamenti di Ippocrate e Galeno, considerando le malattie uno squilibrio all’interno del corpo umano. Lo scrittore e medico Garioponto, morto nel 1056, spiega, nel suo Passionarium, le idee sulle quali si basa la teoria salernitana. In quest’opera, inoltre, si riscontrano per la prima volta le basi del linguaggio medico moderno, grazie a nuove parole come cicatrizzare e cauterizzare.
Costantino l’Africano, medico cartaginese contemporaneo di Garioponto, portò, invece, a Salerno le conoscenze arabe. Tra l’XI e il XII secolo furono membri dell’Istituto anche due medici ebrei: Cofone il vecchio e Cofone il giovane. Del primo sono pervenute solo alcune pagine di farmacologia; del secondo, invece, sono sopravvissute il De arte medendi e il De aegritudinum curatione. Non si sa a chi dei due appartenga l’opera Anatomia porci, il primo trattato nel quale si afferma che l’anatomia del maiale sia la più vicina a quella umana. Idea che rimarrà in voga fino al Rinascimento.

