Nadeem Waqas, imprenditore pakistano arrestato a Baronissi nell’ambito di un’operazione condotta dalla Polizia, ha respinto l’ipotesi di essere estradato nel suo Paese d’origine. In Pakistan l’uomo è accusato di un duplice omicidio, un reato che, in caso di condanna, potrebbe comportare la pena di morte.
Arrestato per duplice omicidio: Waqas si oppone all’estradizione in Pakistan
Nadeem Waqas è un imprenditore e ristoratore molto conosciuto a Salerno, in particolare nella zona orientale della città, dove gestiva fast food etnico “Waqas Kebab Uno”. Nelle scorse settimane è stato rintracciato e arrestato a Baronissi, dove viveva.
Le accuse arrivano direttamente dall’Asia meridionale dove, secondo quanto emerso, l’imprenditore è stato condannato dall’Additional District & Session Judge di Sarghoda (Pakistan), in quanto coinvolto nel duplice omicidio di due connazionali, avvenuto nel suo paese di origine.
Stando alle informazioni investigative, Waqas sarebbe stato inserito in un circuito legato alla gestione di visti turistici per connazionali diretti in Europa, alcuni dei quali ritenuti soggetti radicalizzati. Proprio per questi elementi era stato segnalato già nell’ottobre 2024 dall’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna.
L’udienza davanti alla Corte d’Appello di Salerno
Durante l’interrogatorio che si è svolto presso la Corte d’Appello di Salerno - un passaggio prevalentemente formale, finalizzato a verificare la disponibilità del cittadino pakistano all’estradizione - Waqas ha chiarito la propria posizione, ribadendo la sua contrarietà al rientro in patria professando la sua innocenza. Il suo legale ha spiegato che ora sarà necessario esaminare in modo approfondito tutta la documentazione su cui si fonda la richiesta di estradizione avanzata dal Pakistan.

