San Cipriano Picentino inaugura l'opera "Filare il Tempo": arte, memoria e innovazione in Piazza Umberto I il 1° giugno alle ore 18.
Il progetto, voluto dal Comune e ideato in collaborazione con Immerso e Yourban, trova la sua realizzazione nella scultura di Silvia Scaringella. L'artista ha reinterpretato il fuso, antico strumento della filatura, trasformandolo in un simbolo artistico alto due metri, arricchito da dettagli come farfalle scolpite, a rappresentare la metamorfosi e il cambiamento. Attorno al fuso si avvolgono fili bianchi, un’evidente evocazione della lana e del gesto paziente del filare. L'opera si propone di trasformare la piazza centrale in un luogo di memoria condivisa, legando passato e presente in una narrazione che celebra il rapporto tra territorio, identità e comunità locale.
In sintonia con i linguaggi contemporanei, “Filare il Tempo” non si limita alla dimensione fisica: grazie a una piattaforma di realtà aumentata accessibile tramite un QR code, i visitatori potranno interagire con contenuti digitali ispirati all’universo simbolico del progetto. Un esempio è rappresentato dalle simpatiche pecorelle digitali che popolano virtualmente la piazza, offrendo un’esperienza ludica che ricorda i classici videogame arcade anni Ottanta. Questo approccio innovativo vuole rendere la tradizione più viva e accessibile, avvicinando anche le nuove generazioni.
L’opera è intrisa di significati profondi. Come spiegato dalla sindaca Sonia Alfano, essa richiama non solo l'antica arte della filatura, ma anche i valori ad essa connessi: il lavoro manuale, la pazienza e la cura tramandati nel tempo dalle mani sapienti delle donne. Infatti, il filare non rappresentava solo un mestiere, ma un rituale essenziale per la vita e l’economia quotidiana delle comunità del passato. Nel mondo classico, il filo era simbolo di continuità e trasformazione, come raccontano miti antichi legati alle Moire greche o alle Norne nordiche.
Con “Filare il Tempo” prende vita un progetto multidisciplinare che intreccia scultura, arte digitale e murales per narrare una storia tanto locale quanto universale. La tradizione tessile di San Cipriano Picentino si rigenera così in una nuova forma espressiva, capace di rendere omaggio a un sapere antico rinnovandolo attraverso gli strumenti del presente. Dal 1° giugno 2026, la piazza sarà quindi non solo il cuore pulsante del paese, ma anche uno spazio di riflessione collettiva sul valore della memoria, dell’identità e del legame tra passato e futuro.
I commenti espressi in merito al progetto Filare il Tempo evidenziano un'intensa connessione tra memoria, arte e partecipazione comunitaria. La sindaca di San Cipriano Picentino, Sonia Alfano, sottolinea l'importanza del progetto, affermando che con questa iniziativa si intende restituire al territorio un senso di bellezza, identità e memoria. L'opera in marmo di Carrara, che rappresenta la tradizione della lana e la figura della filatrice, vuole rendere omaggio a un sapere antico tramandato principalmente dalle donne, fatto di lavoro, pazienza e trasmissione generazionale. Più che un mero ricordo, questa memoria è stata valorizzata come elemento vivo della comunità. Inoltre, la componente interattiva del progetto permette ai più giovani di avvicinarsi a questa eredità culturale, trasformando la tradizione in partecipazione e rendendo lo spazio pubblico un luogo condiviso e simbolico.
Paolo Talamo, CEO di Immerso, spiega come il progetto abbia cercato di coniugare memoria locale, arte pubblica e coinvolgimento sociale. Partendo dalla radicata tradizione della lana e della figura della filatrice, il team ha sviluppato un’opera contemporanea, progettata dall'artista Silvia Scaringella. Marmo, filo e farfalle diventano elementi simbolici per rappresentare il concetto di ciò che rimane, si tramanda e si evolve nel tempo. La presenza di una dimensione digitale e interattiva basata sulla realtà aumentata crea nuove opportunità di connessione con l'opera, rendendo la memoria collettiva più accessibile e coinvolgente per le nuove generazioni.
Veronica De Angelis aggiunge una riflessione profonda sul valore del "filare", descrivendolo come l'azione di trasformare qualcosa di informe in continuità e solidità. Questa metafora evoca le Moirai della mitologia greca: Cloto che fila il filo della vita, Lachesi che ne stabilisce la lunghezza e Atropo che lo recide. Attraverso questa lente simbolica, Filare il Tempo non rappresenta solo il flusso del tempo ma lo rielabora come un atto concreto di costruzione e metamorfosi: un intreccio costante tra durata e cambiamento. La scultura diventa un invito alla riflessione sul passare del tempo inteso non come transitorietà ma come capacità umana di creare e trasformare. È proprio su questo concetto di cambiamento che Yourban 2030 punta attraverso iniziative artistiche mirate a sensibilizzare e avvicinare la comunità alla bellezza e alla memoria condivisa.
San Cipriano Picentino inaugura l’opera “Filare il Tempo”: arte, memoria e innovazione in Piazza Umberto I
L'arte, la memoria e l’innovazione si incontrano a San Cipriano Picentino il 1° giugno alle ore 18, quando in Piazza Umberto I verrà svelata “Filare il Tempo”, una scultura monumentale in marmo di Carrara che celebra la tradizione della lavorazione della lana e la figura simbolica della filatrice. L’opera non è solo un omaggio all'artigianato tessile tramandato per generazioni, ma un’esperienza interattiva in realtà aumentata che fonde modernità e tradizione.Il progetto, voluto dal Comune e ideato in collaborazione con Immerso e Yourban, trova la sua realizzazione nella scultura di Silvia Scaringella. L'artista ha reinterpretato il fuso, antico strumento della filatura, trasformandolo in un simbolo artistico alto due metri, arricchito da dettagli come farfalle scolpite, a rappresentare la metamorfosi e il cambiamento. Attorno al fuso si avvolgono fili bianchi, un’evidente evocazione della lana e del gesto paziente del filare. L'opera si propone di trasformare la piazza centrale in un luogo di memoria condivisa, legando passato e presente in una narrazione che celebra il rapporto tra territorio, identità e comunità locale.
In sintonia con i linguaggi contemporanei, “Filare il Tempo” non si limita alla dimensione fisica: grazie a una piattaforma di realtà aumentata accessibile tramite un QR code, i visitatori potranno interagire con contenuti digitali ispirati all’universo simbolico del progetto. Un esempio è rappresentato dalle simpatiche pecorelle digitali che popolano virtualmente la piazza, offrendo un’esperienza ludica che ricorda i classici videogame arcade anni Ottanta. Questo approccio innovativo vuole rendere la tradizione più viva e accessibile, avvicinando anche le nuove generazioni.
L’opera è intrisa di significati profondi. Come spiegato dalla sindaca Sonia Alfano, essa richiama non solo l'antica arte della filatura, ma anche i valori ad essa connessi: il lavoro manuale, la pazienza e la cura tramandati nel tempo dalle mani sapienti delle donne. Infatti, il filare non rappresentava solo un mestiere, ma un rituale essenziale per la vita e l’economia quotidiana delle comunità del passato. Nel mondo classico, il filo era simbolo di continuità e trasformazione, come raccontano miti antichi legati alle Moire greche o alle Norne nordiche.
Con “Filare il Tempo” prende vita un progetto multidisciplinare che intreccia scultura, arte digitale e murales per narrare una storia tanto locale quanto universale. La tradizione tessile di San Cipriano Picentino si rigenera così in una nuova forma espressiva, capace di rendere omaggio a un sapere antico rinnovandolo attraverso gli strumenti del presente. Dal 1° giugno 2026, la piazza sarà quindi non solo il cuore pulsante del paese, ma anche uno spazio di riflessione collettiva sul valore della memoria, dell’identità e del legame tra passato e futuro.
I commenti espressi in merito al progetto Filare il Tempo evidenziano un'intensa connessione tra memoria, arte e partecipazione comunitaria. La sindaca di San Cipriano Picentino, Sonia Alfano, sottolinea l'importanza del progetto, affermando che con questa iniziativa si intende restituire al territorio un senso di bellezza, identità e memoria. L'opera in marmo di Carrara, che rappresenta la tradizione della lana e la figura della filatrice, vuole rendere omaggio a un sapere antico tramandato principalmente dalle donne, fatto di lavoro, pazienza e trasmissione generazionale. Più che un mero ricordo, questa memoria è stata valorizzata come elemento vivo della comunità. Inoltre, la componente interattiva del progetto permette ai più giovani di avvicinarsi a questa eredità culturale, trasformando la tradizione in partecipazione e rendendo lo spazio pubblico un luogo condiviso e simbolico.
Paolo Talamo, CEO di Immerso, spiega come il progetto abbia cercato di coniugare memoria locale, arte pubblica e coinvolgimento sociale. Partendo dalla radicata tradizione della lana e della figura della filatrice, il team ha sviluppato un’opera contemporanea, progettata dall'artista Silvia Scaringella. Marmo, filo e farfalle diventano elementi simbolici per rappresentare il concetto di ciò che rimane, si tramanda e si evolve nel tempo. La presenza di una dimensione digitale e interattiva basata sulla realtà aumentata crea nuove opportunità di connessione con l'opera, rendendo la memoria collettiva più accessibile e coinvolgente per le nuove generazioni.
Veronica De Angelis aggiunge una riflessione profonda sul valore del "filare", descrivendolo come l'azione di trasformare qualcosa di informe in continuità e solidità. Questa metafora evoca le Moirai della mitologia greca: Cloto che fila il filo della vita, Lachesi che ne stabilisce la lunghezza e Atropo che lo recide. Attraverso questa lente simbolica, Filare il Tempo non rappresenta solo il flusso del tempo ma lo rielabora come un atto concreto di costruzione e metamorfosi: un intreccio costante tra durata e cambiamento. La scultura diventa un invito alla riflessione sul passare del tempo inteso non come transitorietà ma come capacità umana di creare e trasformare. È proprio su questo concetto di cambiamento che Yourban 2030 punta attraverso iniziative artistiche mirate a sensibilizzare e avvicinare la comunità alla bellezza e alla memoria condivisa.

