Il Codacons annuncia l’invio di una nota alla FIGC in merito alla multa disposta nei confronti della US Salernitana per i cori rivolti al tecnico Andrea Mandorlini.
L’associazione precisa di non voler entrare nel merito specifico del provvedimento adottato contro il club granata, ma solleva una questione di coerenza nell’applicazione delle regole da parte degli organismi che governano il calcio.
La posizione del Codacons
A intervenire sono il presidente Matteo Marchetti e l’avvocato Pierluigi Morena, dell’ufficio legale del Codacons.
Secondo l’associazione, il caso rischia di evidenziare un trattamento non uniforme da parte degli enti calcistici. Il riferimento è a un episodio risalente al 21 luglio 2011, quando il Codacons presentò un esposto alla FIGC per un’iniziativa dell’allora allenatore dell’Hellas Verona.
Il precedente del 2011
Nel mirino dell’associazione torna la frase “Ti amo terrone”, ritenuta dal Codacons un insulto pubblico nei confronti dei meridionali e un’espressione dal forte carattere discriminatorio.
Marchetti e Morena sostengono che, a quanto risulta all’associazione, quell’esposto non avrebbe prodotto sanzioni, multe o censure analoghe.
Il richiamo al Codice di Giustizia Sportiva
Il Codacons richiama anche l’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, che impone a tutte le componenti federali il rispetto dei principi di lealtà, correttezza e probità nei rapporti riconducibili all’attività sportiva.
Secondo l’associazione, tale vincolo dovrebbe valere anche per comportamenti pubblici e privati capaci di danneggiare l’immagine, la reputazione o la credibilità della FIGC e del mondo del calcio.
La richiesta di chiarimenti alla Federazione
La nota che sarà inviata alla FIGC punta dunque a chiedere attenzione su quello che il Codacons definisce un possibile uso di “due pesi e due misure”.
La vicenda si inserisce nel dibattito sulle sanzioni sportive, sui cori negli stadi e sulla necessità di applicare criteri omogenei nei casi che riguardano espressioni offensive o discriminatorie.

