Roscigno Vecchia, proposta al Comune per studiare il “modello Craco” e creare nuove opportunità di lavoro

Una proposta per avviare un confronto istituzionale e tecnico sul futuro di Roscigno Vecchia, prendendo spunto dall’esperienza di Craco ma senza immaginare una semplice replica del modello lucano. L’iniziativa è stata presentata da Vito Gerardo Roberto, che ha inviato via PEC al sindaco di Roscigno Pino Palmieri e al protocollo comunale un documento dedicato alla valorizzazione del borgo, allo sviluppo turistico e alla possibile creazione di nuova occupazione.
Il confronto con Craco
Il documento propone di studiare le soluzioni adottate a Craco per comprendere quali possano essere adattate alla realtà di Roscigno Vecchia. L’impostazione parte infatti dalla consapevolezza che i due borghi presentano condizioni diverse dal punto di vista strutturale, geologico, proprietario e sociale.
Tra le ipotesi avanzate figurano un confronto diretto tra le due amministrazioni, sopralluoghi tecnici, approfondimenti sui sistemi di sicurezza e sulla gestione degli accessi e la possibilità di individuare progressivamente un primo percorso visitabile e regolamentato.
L’obiettivo: trasformare il borgo in un sistema turistico organizzato
Uno dei punti centrali della proposta riguarda il lavoro. L’idea è quella di considerare Roscigno Vecchia non soltanto come patrimonio storico da conservare, ma come un possibile sistema culturale e turistico strutturato, capace di attivare servizi e nuove professionalità.
Tra le figure indicate ci sono guide, addetti all’accoglienza e alla biglietteria, operatori museali e didattici, personale per la manutenzione, la promozione e l’organizzazione degli itinerari.
Una biglietteria come hub per gli Alburni
Nel documento compare anche l’ipotesi di realizzare una biglietteria a Roscigno Vecchia che possa assumere una funzione più ampia, diventando un punto di riferimento per la promozione dell’intero territorio.
L’hub potrebbe infatti indirizzare i visitatori anche verso Monte Pruno, gli Alburni, musei, sentieri, strutture ricettive, ristoranti, aziende agricole e attività artigianali, con l’obiettivo di allungare la permanenza dei turisti e distribuire maggiormente le ricadute economiche.
Trasparenza su visitatori, entrate e posti di lavoro
La proposta dedica spazio anche alla gestione economica del progetto. Tra gli obiettivi indicati c’è la possibilità di rendere conoscibili dati come numero dei visitatori, introiti, costi, occupazione creata, risorse reinvestite e benefici per il territorio.
Nel caso in cui il sistema riuscisse nel tempo a produrre entrate stabili, viene inoltre suggerito di valutare, nel rispetto delle regole contabili, il reinvestimento di parte delle risorse nella tutela del patrimonio e nei servizi locali.
Il coinvolgimento della comunità
Un altro passaggio riguarda il confronto con cittadini, giovani, proprietari degli immobili, associazioni, imprese e professionisti.
Il documento viene infatti presentato come una base aperta, modificabile e integrabile, e non come un progetto già definito. Roberto ha manifestato la disponibilità a mettere gratuitamente a disposizione dell’amministrazione materiali, analisi e documentazione raccolti nel corso delle proprie ricerche.
La proposta si conclude con la richiesta di una risposta ufficiale da parte del Comune sulla possibilità di approfondire il percorso e valutare concretamente le iniziative illustrate.




