Cronaca

Ritenute Inps omesse: diventa irrevocabile la condanna per un'imprenditrice 78enne di Salerno

Alessia Benincasa
Ritenute Inps omesse: diventa irrevocabile la condanna per un'imprenditrice 78enne di Salerno
Foto di repertorio
Ritenute Inps omesse: la Suprema Corte fa diventare irrevocabile la condanna per un'imprenditrice 78enne di Salerno. Tra il 2017 e il 2018 non sarebbero stati versati oltre 15mila euro, ai quali si aggiungono ora 3mila euro di sanzione. Lo riporta SalernoToday.

Ritenute Inps omesse: diventa irrevocabile la condanna per un'imprenditrice 78enne di Salerno

Diventa definitiva la pena di 6 mesi di carcere, sospesa, inflitta a una 78enne residente a Salerno, ritenuta responsabile di non avere corrisposto all’Inps le somme previdenziali trattenute dagli stipendi dei propri lavoratori, per un ammontare complessivo di circa 15mila euro. La donna era stata giudicata colpevole dal Tribunale di Salerno nel maggio 2025, mentre la Corte d’appello di Salerno aveva successivamente confermato la decisione nel dicembre dello stesso anno.

La vicenda

I legali avevano messo in discussione la regolarità della comunicazione dell’accertamento effettuato dall’Inps, dalla quale prende avvio il periodo di tre mesi concesso al datore di lavoro per sanare la posizione ed evitare conseguenze penali. Secondo la Cassazione, invece, le corti di merito hanno correttamente applicato la normativa, stabilendo che, qualora tale comunicazione non venga notificata, il termine può decorrere dall’atto di citazione a giudizio, purché quest’ultimo riporti gli elementi necessari dell’accertamento. La Suprema Corte ha inoltre respinto le istanze relative alla particolare esiguità della condotta e alla sostituzione della pena. A incidere sulla decisione sono stati soprattutto l’entità delle somme previdenziali rimaste insolute, superiore a 15mila euro, e il protrarsi dell’omissione per un periodo di due anni. Per gli ermellini, le argomentazioni della difesa hanno sostanzialmente riproposto questioni di merito già affrontate nei precedenti gradi di giudizio, non esaminabili nell’ambito del giudizio di legittimità.
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