Far West dopo la rissa nel locale a Scafati: agguato a colpi di pistola in centro e condanna per il 22enne

Si è concluso con una condanna a cinque anni e due mesi di reclusione il processo a carico del 22enne responsabile del ferimento di un coetaneo a Scafati come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata dal Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore a seguito del giudizio abbreviato, che ha riconosciuto l'imputato colpevole dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.
Le indagini fulminee condotte dai carabinieri della Tenenza scafatese e del Reparto Territoriale nocerino, avvalorate da un filmato esplicativo, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'agguato che ha quasi paralizzato la vittima, salvata dai medici dell'ospedale di Nocera Inferiore. La decisione del Gup ha ridimensionato drasticamente la richiesta dell'accusa, che aveva sollecitato undici anni di carcere, accogliendo parzialmente le tesi dei difensori in attesa dell'eventuale ricorso in appello.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata dal Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore a seguito del giudizio abbreviato, che ha riconosciuto l'imputato colpevole dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.
Far West dopo la rissa nel locale a Scafati: condanna per il 22enne
La vicenda risale alle prime ore di gennaio 2025, quando una lite violenta divampata dentro un bar di Corso Nazionale è sfociata nel sangue. Colpito al volto da altri ragazzi, il ventiduenne ha estratto una pistola — arma poi gettata nel fiume cittadino — inseguendo la vittima in strada e facendola bersaglio di uno sparo alla schiena.Le indagini fulminee condotte dai carabinieri della Tenenza scafatese e del Reparto Territoriale nocerino, avvalorate da un filmato esplicativo, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'agguato che ha quasi paralizzato la vittima, salvata dai medici dell'ospedale di Nocera Inferiore. La decisione del Gup ha ridimensionato drasticamente la richiesta dell'accusa, che aveva sollecitato undici anni di carcere, accogliendo parzialmente le tesi dei difensori in attesa dell'eventuale ricorso in appello.




