La gestione del porto di Agropoli torna al centro dell’attenzione con un approfondimento tecnico e amministrativo sulla procedura di concessione demaniale marittima relativa al molo di sottoflutto. Un passaggio delicato che chiama in causa l’equilibrio tra sviluppo turistico-ricreativo e tutela della pesca professionale, attività storica e identitaria per l’economia cittadina.
Porto di Agropoli, concessione del molo di sottoflutto: chieste misure a tutela della pesca professionale
Dagli atti ufficiali emerge che il Comune di Agropoli ha formalizzato l’istanza di concessione in data 27 gennaio 2026, avviando un iter di evidenza pubblica finalizzato all’affidamento dell’area per una durata di vent’anni.
L’istanza riguarda una superficie complessiva di 1.523 metri quadrati e interessa l’intera banchina del molo di sottoflutto. La destinazione prevista è orientata principalmente a finalità turistico-ricreative, con la realizzazione di un punto di ormeggio e di servizi a supporto della nautica.
Il progetto contempla anche la possibilità di installare strutture accessorie come pergolati, tensostrutture, servizi igienici e arredi funzionali. Dall’analisi della documentazione, tuttavia, emerge un elemento critico: non risultano indicazioni puntuali o riserve di spazi espressamente dedicate alla marineria professionale.
Il quadro normativo regionale
Il piano portuale vigente, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania, definisce in modo chiaro le destinazioni d’uso del molo di sottoflutto, distinguendo le aree in base alla tipologia e alle dimensioni delle imbarcazioni.
In particolare, sono previste zone riservate ai pescherecci superiori ai 10 metri e aree dedicate alla piccola pesca, con imbarcazioni inferiori ai 10 metri, destinate alla marineria tradizionale locale e allo sbarco del pescato.
Secondo il consigliere comunale Massimo La Porta, ogni nuova concessione dovrà essere pienamente compatibile con tali prescrizioni, che rappresentano il riferimento normativo vincolante per l’organizzazione dello scalo portuale.
Necessaria più chiarezza
Le osservazioni sollevate non mirano a ostacolare il potenziamento dei servizi portuali, ma a garantire una coesistenza equilibrata tra la vocazione turistica del porto e le attività produttive tradizionali. L’assenza di tutele esplicite per la pesca professionale negli atti attualmente disponibili ha spinto alcune rappresentanze istituzionali a chiedere maggiore trasparenza e garanzie formali.
Il passaggio in Consiglio comunale
La questione approderà a breve in Consiglio comunale, dove è prevista la presentazione di una mozione specifica. L’obiettivo è ottenere impegni chiari e scritti per la salvaguardia degli spazi destinati alla pesca.

