Il Tribunale di Prevenzione di Firenze ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di Piazza Italia Spa, società con sede legale a Nola e punti vendita su tutto il territorio nazionale, su richiesta della Procura di Prato.
L’azione, della durata di un anno, mira a garantire la continuità aziendale e al contempo a sanare criticità riscontrate nella filiera produttiva, in particolare nella gestione dei rapporti con imprese terziste sospettate di sfruttamento lavorativo.
Le indagini si sono sviluppate in due fasi principali. La prima fase, avviata con il controllo ispettivo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Treviso-Belluno del 19 giugno 2023, ha evidenziato la presenza di lavoratori irregolari e privi di permesso di soggiorno, impiegati fino a 12 ore al giorno per retribuzioni inferiori a 4 euro l’ora. Le successive testimonianze raccolte nell’ambito del Progetto Soleil hanno confermato le condizioni di sfruttamento.
La seconda fase ha previsto perquisizioni, video-intercettazioni e analisi contabile delle imprese terziste, ricostruendo rapporti commerciali con Piazza Italia Spa. Pur non essendo indagata, la società è stata ritenuta corresponsabile per “colpevole inerzia e mancata vigilanza”, non avendo verificato la reale capacità imprenditoriale dei fornitori e consentendo di fatto lo sfruttamento dei lavoratori.
L’amministrazione giudiziaria, affidata all’avvocato Marcella Vulcano sotto la supervisione del giudice Alessio Innocenti, dovrà esaminare contratti e filiera, assicurando il rispetto delle norme sul lavoro e impedendo il reiterarsi di comportamenti illeciti. La misura ha finalità preventive e correttive, permettendo all’impresa di operare regolarmente mentre vengono sanate le criticità individuate.
La Procura di Prato evidenzia che si tratta del primo provvedimento di questo tipo in Toscana richiesto da una procura circondariale. L’obiettivo è rafforzare la legalità nel territorio, tutelare la manodopera straniera e garantire equità concorrenziale per gli imprenditori rispettosi delle norme. Le responsabilità dei singoli imprenditori cinesi saranno valutate in sede penale, con eventuali condanne solo a seguito di sentenza passata in giudicato.
L’azione, della durata di un anno, mira a garantire la continuità aziendale e al contempo a sanare criticità riscontrate nella filiera produttiva, in particolare nella gestione dei rapporti con imprese terziste sospettate di sfruttamento lavorativo.
Piazza Italia Spa sotto amministrazione giudiziaria
Secondo l’inchiesta della Procura di Prato, dal 2022 Piazza Italia avrebbe esternalizzato parte significativa della produzione di abbigliamento a due imprese di Prato, Infinity Design di Tang Xiyan e Chic Girl s.r.l., gestite da imprenditori cinesi indagati per intermediazione illecita e sfruttamento di lavoratori. La Procura ha rilevato che il sistema di produzione adottato dai fornitori ha consentito margini di guadagno fino al 300% sui costi, determinando prezzi concorrenziali per il marchio.Le indagini si sono sviluppate in due fasi principali. La prima fase, avviata con il controllo ispettivo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Treviso-Belluno del 19 giugno 2023, ha evidenziato la presenza di lavoratori irregolari e privi di permesso di soggiorno, impiegati fino a 12 ore al giorno per retribuzioni inferiori a 4 euro l’ora. Le successive testimonianze raccolte nell’ambito del Progetto Soleil hanno confermato le condizioni di sfruttamento.
La seconda fase ha previsto perquisizioni, video-intercettazioni e analisi contabile delle imprese terziste, ricostruendo rapporti commerciali con Piazza Italia Spa. Pur non essendo indagata, la società è stata ritenuta corresponsabile per “colpevole inerzia e mancata vigilanza”, non avendo verificato la reale capacità imprenditoriale dei fornitori e consentendo di fatto lo sfruttamento dei lavoratori.
L’amministrazione giudiziaria, affidata all’avvocato Marcella Vulcano sotto la supervisione del giudice Alessio Innocenti, dovrà esaminare contratti e filiera, assicurando il rispetto delle norme sul lavoro e impedendo il reiterarsi di comportamenti illeciti. La misura ha finalità preventive e correttive, permettendo all’impresa di operare regolarmente mentre vengono sanate le criticità individuate.
La Procura di Prato evidenzia che si tratta del primo provvedimento di questo tipo in Toscana richiesto da una procura circondariale. L’obiettivo è rafforzare la legalità nel territorio, tutelare la manodopera straniera e garantire equità concorrenziale per gli imprenditori rispettosi delle norme. Le responsabilità dei singoli imprenditori cinesi saranno valutate in sede penale, con eventuali condanne solo a seguito di sentenza passata in giudicato.

