Non sarebbe mai uscito dall’Italia padre John Fredy Gutierrez Sanchez, il sacerdote colombiano di 49 anni di cui si sono perse le tracce da oltre due anni come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Per mesi si era ipotizzato che il sacerdote potesse trovarsi all’estero, tra Portogallo, Brasile o Paesi africani. Le nuove informazioni, però, sembrano smentire queste ipotesi. A rilanciare pubblicamente la ricostruzione è stata la trasmissione televisiva Dentro la Notizia, durante la quale sono state riferite indicazioni ritenute attendibili sulla presenza di don John nel capoluogo partenopeo.
A fornire ulteriori elementi è stato don Patrizio Coppola, dell’Arcidiocesi di Salerno, che ha parlato apertamente di una permanenza del sacerdote in Campania. Secondo quanto emerso, il religioso eviterebbe volontariamente di rendersi reperibile, circostanza che starebbe rallentando l’iter del Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Napoli. Da mesi, infatti, si tenta di notificargli formalmente la sospensione, atto che comporterebbe anche la perdita dell’indennità economica diocesana, tuttora in essere proprio a causa della sua irreperibilità.
Padre Gutierrez Sanchez risulta assente da circa due anni. L’ultima presenza certa risalirebbe al periodo natalizio del 2023, dopo il quale ogni contatto si sarebbe interrotto. Anche la famiglia adottiva di Altavilla, che in passato aveva mantenuto rapporti con lui, non sarebbe più riuscita a rintracciarlo. Un silenzio prolungato che ha alimentato interrogativi, indiscrezioni e ricostruzioni contrastanti.
La vicenda affonda le sue radici negli anni in cui il sacerdote ha operato nel Cilento, diventando una figura di riferimento per diverse comunità, tra cui Stella Cilento, Piaggine e Valle dell’Angelo. Il suo stile pastorale, improntato a un forte contatto diretto con i fedeli e in particolare con i giovani, gli aveva garantito un ampio seguito. Allo stesso tempo, quel modo di esercitare il ministero aveva generato tensioni con le autorità ecclesiastiche.
Nel 2019, il trasferimento disposto dalla diocesi di Vallo della Lucania aveva provocato una mobilitazione popolare senza precedenti: manifestazioni, presìdi e appelli pubblici per chiederne la permanenza. Nonostante le proteste, il provvedimento venne attuato e, da allora, la presenza del sacerdote sul territorio si è progressivamente dissolta.
Scomparso da due anni, il sacerdote colombiano sarebbe a Napoli
Secondo le più recenti ricostruzioni, il religioso si troverebbe in Campania, precisamente a Napoli, dove si sarebbe stabilito insieme a una donna originaria di Vallo della Lucania. Una pista che ridisegna completamente lo scenario di una vicenda rimasta a lungo avvolta nell’incertezza e che, negli ultimi tempi, è tornata al centro dell’attenzione pubblica.Per mesi si era ipotizzato che il sacerdote potesse trovarsi all’estero, tra Portogallo, Brasile o Paesi africani. Le nuove informazioni, però, sembrano smentire queste ipotesi. A rilanciare pubblicamente la ricostruzione è stata la trasmissione televisiva Dentro la Notizia, durante la quale sono state riferite indicazioni ritenute attendibili sulla presenza di don John nel capoluogo partenopeo.
A fornire ulteriori elementi è stato don Patrizio Coppola, dell’Arcidiocesi di Salerno, che ha parlato apertamente di una permanenza del sacerdote in Campania. Secondo quanto emerso, il religioso eviterebbe volontariamente di rendersi reperibile, circostanza che starebbe rallentando l’iter del Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Napoli. Da mesi, infatti, si tenta di notificargli formalmente la sospensione, atto che comporterebbe anche la perdita dell’indennità economica diocesana, tuttora in essere proprio a causa della sua irreperibilità.
Padre Gutierrez Sanchez risulta assente da circa due anni. L’ultima presenza certa risalirebbe al periodo natalizio del 2023, dopo il quale ogni contatto si sarebbe interrotto. Anche la famiglia adottiva di Altavilla, che in passato aveva mantenuto rapporti con lui, non sarebbe più riuscita a rintracciarlo. Un silenzio prolungato che ha alimentato interrogativi, indiscrezioni e ricostruzioni contrastanti.
La vicenda affonda le sue radici negli anni in cui il sacerdote ha operato nel Cilento, diventando una figura di riferimento per diverse comunità, tra cui Stella Cilento, Piaggine e Valle dell’Angelo. Il suo stile pastorale, improntato a un forte contatto diretto con i fedeli e in particolare con i giovani, gli aveva garantito un ampio seguito. Allo stesso tempo, quel modo di esercitare il ministero aveva generato tensioni con le autorità ecclesiastiche.
Nel 2019, il trasferimento disposto dalla diocesi di Vallo della Lucania aveva provocato una mobilitazione popolare senza precedenti: manifestazioni, presìdi e appelli pubblici per chiederne la permanenza. Nonostante le proteste, il provvedimento venne attuato e, da allora, la presenza del sacerdote sul territorio si è progressivamente dissolta.

