Il ministro Piantedosi annuncia il nuovo pacchetto immigrazione con il blocco navale e trasferimento dei migranti in Paesi terzi, ma emergono criticità legali e operative.
Immigrazione, Piantedosi anticipa il pacchetto: previsto il blocco navale
La prossima settimana il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare un nuovo pacchetto di norme sull’immigrazione, anticipato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Tra le misure più discusse figura il cosiddetto “blocco navale”, il cui obiettivo è limitare temporaneamente l’ingresso in acque territoriali italiane in casi di emergenza, ma che presenta diverse criticità legali e operative.
Secondo quanto spiegato dal ministro, il disegno di legge recepirà il Patto europeo Migrazione e Asilo, in vigore da giugno, e riprenderà alcune disposizioni del ddl Sicurezza, tra cui il blocco navale e il “sistema Albania”. Quest’ultimo prevede la possibilità di trasferire migranti in Paesi terzi ritenuti sicuri, per completare le procedure di asilo, laddove esistano accordi bilaterali.
Il provvedimento consentirebbe di interdire l’attraversamento delle acque territoriali per periodi da 30 giorni, prorogabili fino a un massimo di sei mesi, in caso di:
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minaccia grave all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale, inclusi rischi di terrorismo;
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pressione migratoria eccezionale;
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emergenze sanitarie globali;
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eventi internazionali straordinari.
Nei casi previsti, i migranti potrebbero essere trasferiti in Paesi terzi con cui l’Italia ha accordi, come i centri in Albania. L’eventuale interdizione sarà valutata dal Consiglio dei ministri e dovrà essere giustificata da “condizioni di particolare pressione migratoria e impatto sulla sicurezza nazionale”.
Criticità legali e operative
Gli esperti segnalano problemi significativi: secondo il professor Luca Masera (Asgi), i criteri per il blocco navale sono troppo generici. La semplice affermazione del governo di un rischio terroristico o di pressione migratoria eccezionale non sarebbe sufficiente, senza elementi concreti forniti dall’autorità giudiziaria.
Inoltre, le navi Ong straniere non potrebbero essere obbligate a trasferire i migranti verso Paesi terzi, salvo accordi specifici ancora da stipulare. Attualmente, solo le navi italiane potrebbero rispettare tali indicazioni, mentre le Ong rispondono a regole proprie e ad accordi internazionali. Ad esempio, l’intesa tra Italia e Albania consente di trasferire nei centri albanesi solo le persone soccorse da navi italiane; includere anche le navi straniere creerebbe un conflitto legale evidente.
Il pacchetto immigrazione prevede inoltre misure su espulsioni, con norme per consentire al giudice di allontanare stranieri condannati per gravi reati, e possibili disposizioni “salva Almasri” in relazione alla sicurezza nazionale, ma molti dettagli restano da definire fino alla pubblicazione ufficiale del ddl.

