Anche Salerno è stata tra le città italiane interessate dalla mobilitazione promossa dall’Unione Sindacale di Base a tutela dei diritti dei lavoratori migranti. Il presidio si è svolto in via Alvarez, dove una rappresentanza del sindacato ha portato all’attenzione delle istituzioni una serie di criticità legate alle condizioni di vita e di lavoro delle persone extracomunitarie presenti sul territorio come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Lavoratori migranti in piazza a Salerno, protesta Usb
Al centro della protesta ci sono i ritardi nel rilascio dei permessi di soggiorno e le conseguenze che tali ritardi producono sul piano occupazionale e sociale. Secondo quanto denunciato dall’Usb, le lungaggini amministrative finiscono per alimentare una condizione di precarietà diffusa che coinvolge migliaia di lavoratori migranti, spesso impiegati in settori caratterizzati da scarsa tutela contrattuale e da fenomeni di irregolarità. Situazioni che, in diversi casi, sfociano nello sfruttamento vero e proprio, con salari bassi e assenza di diritti.La partecipazione al presidio salernitano è stata contenuta. Una delegazione proveniente dalla Basilicata, attesa per rafforzare la manifestazione, non è riuscita a raggiungere la città a causa di un incidente stradale che ha causato ritardi negli spostamenti. Nonostante il numero limitato di manifestanti, una rappresentanza del sindacato è stata ricevuta in Prefettura. A incontrare i funzionari è stato Paolo Bordino, componente dell’esecutivo regionale dell’Unione Sindacale di Base, che ha illustrato le ragioni della mobilitazione e le richieste avanzate a livello nazionale.
Nel corso dell’incontro, Bordino ha sottolineato come i ritardi nel rilascio dei permessi di soggiorno non siano riconducibili esclusivamente a problemi tecnici, ma anche a scelte di natura politica che si traducono in ostacoli burocratici. Una situazione che, secondo il sindacato, produce effetti diretti sulla stabilità lavorativa e personale dei migranti, rendendoli più vulnerabili a forme di ricatto e sfruttamento. L’assenza di documenti regolari costringe infatti molti lavoratori ad accettare condizioni economiche sfavorevoli pur di mantenere un’occupazione.
La mobilitazione, spiegano dall’Usb, rientra in una giornata di protesta organizzata su scala nazionale con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla diffusione del cosiddetto lavoro povero, una realtà che non riguarda esclusivamente i cittadini stranieri ma coinvolge anche una parte crescente di lavoratori italiani. Secondo il sindacato, il sistema attuale contribuisce ad alimentare tensioni sociali e a contrapporre fasce deboli della popolazione, anziché affrontare le cause strutturali della precarietà.
Nel mirino finiscono anche le politiche sull’immigrazione e la gestione dei Centri di permanenza per i rimpatri. L’Usb denuncia il prolungato trattenimento dei migranti all’interno dei Cpr, in attesa del rilascio dei permessi di soggiorno, e chiede la chiusura di queste strutture. Tra le proposte avanzate figura inoltre l’introduzione di un sistema di digitalizzazione delle procedure per i permessi, ritenuto utile per accelerare i tempi, aumentare la trasparenza amministrativa e favorire nuove opportunità occupazionali, anche per i giovani.

