Cronaca

Spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione nell'Agro nocerino: sei indagati a rischio condanna

Martina FrancionePubblicato il
Spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione nell'Agro nocerino: sei indagati a rischio condanna
Foto di repertorio
Un'indagine partita dagli spari contro un autosalone di Corbara ha portato alla luce una seconda vicenda giudiziaria, legata allo spaccio di sostanze stupefacenti e al presunto sfruttamento della prostituzione. La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha chiesto l'applicazione di misure cautelari nei confronti di sei persone residenti tra Nocera Inferiore e Pagani. Gli indagati sono già comparsi davanti al giudice per gli interrogatori preventivi e ora si attende la decisione del Gip. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Spaccio di droga tra Pagani e Sant'Egidio del Monte Albino, sei persone sotto indagine

Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri del Nucleo Operativo del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore e riguardano episodi risalenti al periodo compreso tra febbraio e marzo 2025.

L'ipotesi accusatoria principale è quella di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo la ricostruzione investigativa, più della metà delle persone coinvolte avrebbe gestito un'attività di vendita al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana tra Pagani e Sant'Egidio del Monte Albino.

Nel corso delle indagini, i militari dell'Arma hanno sequestrato oltre un chilogrammo di marijuana, acquisendo elementi ritenuti utili dagli inquirenti per ricostruire le presunte attività illecite. La Procura ha quindi avanzato la richiesta di misure cautelari nei confronti di sei indagati, le cui posizioni sono attualmente al vaglio del giudice per le indagini preliminari.

Prostituzione in un appartamento a Pagani: indagata una coppia

Un ulteriore filone investigativo riguarda il presunto sfruttamento della prostituzione all'interno di un appartamento situato a Pagani. Secondo l'accusa, una coppia avrebbe organizzato l'attività attraverso la pubblicazione di annunci online, utilizzati per attirare clienti nell'abitazione.

Una parte dei compensi ottenuti dalle prestazioni sarebbe stata destinata ai due indagati. Per questa specifica contestazione, tuttavia, la richiesta di applicazione della misura cautelare riguarda soltanto l'uomo.

Tra gli altri episodi esaminati dagli investigatori figura anche il presunto possesso di una pistola da parte di uno dei sei soggetti coinvolti. L'inchiesta comprende inoltre un'ipotesi di estorsione ai danni di un imprenditore, realizzata attraverso il cosiddetto metodo del cavallo di ritorno, e il furto di una bicicletta. Per questi ultimi episodi non è stata avanzata una richiesta di arresto.

Il collegamento con gli spari contro un autosalone di Corbara

L'attività investigativa trae origine da un altro procedimento, relativo all'assalto armato contro il garage di una concessionaria automobilistica di Corbara. Nel febbraio 2025, tra le 20 e le 21 di una domenica sera, un gruppo di persone avrebbe esploso 26 colpi utilizzando due fucili d'assalto Kalashnikov contro la saracinesca dell'autosalone.

La raffica danneggiò anche diverse automobili custodite all'interno della struttura. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'episodio sarebbe stato motivato da contrasti personali tra uno degli indagati e uno dei due fratelli che gestivano l'attività commerciale.

Per quella vicenda il Gip aveva già disposto misure cautelari, tra carcere e arresti domiciliari, nell'ambito di un procedimento relativo alla detenzione in luogo pubblico di armi da guerra e munizionamento.

Quattro indagati coinvolti anche nell'inchiesta sull'assalto armato 

Il collegamento tra i due procedimenti riguarda quattro delle sei persone per le quali la Procura di Nocera Inferiore ha ora richiesto ulteriori misure cautelari. Gli stessi soggetti risultano infatti coinvolti anche nell'indagine sugli spari contro l'autosalone di Corbara, sebbene le nuove contestazioni riguardino episodi distinti.

La vicenda giudiziaria entra adesso in una fase decisiva. Dopo gli interrogatori preventivi svolti nelle scorse settimane, il giudice per le indagini preliminari dovrà stabilire se sussistano i presupposti per accogliere, integralmente o parzialmente, le richieste avanzate dalla Procura.

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