Nuovo contratto sanità, incremento medio di 380 euro e fino a 30 giorni di ferie solidali per chi subisce violenze: cosa cambia

Il nuovo contratto per l'Area Sanità relativo al periodo 2025-2027 prevede un incremento medio di 380 euro e fino a 30 giorni di ferie solidali per chi subisce violenze.
Il Messaggero ha reso noti in anticipo alcuni contenuti della bozza relativa al rinnovo del contratto dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. Nel documento sono previste, tra le altre disposizioni, la tutela legale, l’assistenza psicologica e la possibilità per gli operatori vittime di episodi violenti di usufruire di un massimo di 30 giorni di “ferie solidali”, vale a dire periodi di riposo messi a disposizione gratuitamente dai colleghi.
L’accordo interessa la dirigenza del Servizio sanitario nazionale, composta da oltre 137mila dipendenti, dei quali circa 120mila medici. Martedì 22 settembre l’Aran, l’agenzia incaricata di rappresentare lo Stato nelle trattative per i contratti del pubblico impiego, presenterà il testo alle organizzazioni sindacali. La conclusione dell’intesa potrebbe avvenire entro la fine dell’autunno.
Gli effetti, tuttavia, non saranno identici per tutti i lavoratori, poiché alcune indennità sono riservate a determinate categorie oppure spettano esclusivamente a chi svolge particolari mansioni. Considerando complessivamente l’incremento della retribuzione fissa e gli stanziamenti aggiuntivi, la crescita media viene quantificata in circa 380 euro lordi mensili. Essendo una media, la somma effettivamente percepita potrà comunque differire da persona a persona sulla base delle indennità spettanti. Su questo aspetto le organizzazioni sindacali hanno posto particolare attenzione, chiedendo maggiori risorse per le componenti “fisse e ricorrenti della busta paga”, anziché concentrarle su indennità o voci accessibili soltanto a determinate categorie.
Il nuovo accordo, frutto di un confronto durato diversi mesi tra Aran e rappresentanze sindacali, mantiene strumenti di tutela già previsti, come il patrocinio legale, attraverso il quale l’azienda sanitaria assicura l’assistenza necessaria sostenendone i relativi costi, e il sostegno psicologico destinato agli operatori vittime di aggressioni.
La novità riguarda inoltre la possibilità per i colleghi di mettere a disposizione delle vittime, su base volontaria e senza compenso, una parte delle proprie ferie. Il professionista aggredito potrà utilizzare queste giornate, fino a un limite massimo di 30, per prolungare il periodo di recupero una volta terminato quello riconosciuto come infortunio. Un istituto già presente in alcuni accordi del comparto sanitario, dove la cessione di ferie poteva essere destinata, ad esempio, a lavoratori impegnati nell’assistenza di figli minorenni affetti da particolari problemi di salute. Il contratto 2025-2027 del personale non dirigente ha già previsto l’estensione di questo strumento alle vittime di aggressioni; ora la misura dovrebbe essere applicata anche alla dirigenza sanitaria.
“Nessuno mette in discussione la necessità di stare dalla parte dei medici e dei dirigenti sanitari aggrediti. Ma trasformare un diritto in un atto di solidarietà tra colleghi significa, ancora una volta, scaricare sui lavoratori e sulla loro disponibilità una responsabilità che dovrebbe essere delle Aziende e delle istituzioni. Le ferie solidali possono essere una bella operazione di immagine”, ha aggiunto Quici, “ma difficilmente possono essere considerate una risposta seria al problema delle aggressioni. Se si vuole davvero garantire a chi è stato aggredito il tempo necessario per recuperare, allora si abbia il coraggio di prevedere che quel periodo di riposo sia a carico dell’amministrazione”.
La rappresentanza sindacale evidenzia inoltre un’ulteriore questione: “L’obbligo per le Direzioni delle Aziende in cui si verificano aggressioni di costituirsi parte civile contro gli aggressori, dando un segnale concreto di vicinanza istituzionale al dipendente aggredito”. Quici ha poi criticato anche le modalità con cui si è sviluppato il confronto con Aran: “I sindacati hanno ricevuto la bozza di contratto ieri sera alle ore 18.00 e siamo stati convocati all’ARAN per domani alle ore 11.00. Abbiamo quindi poco più di 24 ore per leggere, analizzare e approfondire un testo contrattuale e per elaborare eventuali controproposte”.
Nuovo contratto sanità, incremento medio di 380 euro e fino a 30 giorni di ferie solidali per chi subisce violenze: cosa cambia
Per medici e altri dirigenti sanitari si prospetta un incremento medio di circa 380 euro in busta paga, accompagnato da ulteriori garanzie per chi viene aggredito. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale del ministero della Salute, nel solo 2025 sono state registrate 17.956 aggressioni ai danni degli operatori sanitari e sociosanitari, pari a una media di circa 49 episodi ogni giorno.Il Messaggero ha reso noti in anticipo alcuni contenuti della bozza relativa al rinnovo del contratto dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027. Nel documento sono previste, tra le altre disposizioni, la tutela legale, l’assistenza psicologica e la possibilità per gli operatori vittime di episodi violenti di usufruire di un massimo di 30 giorni di “ferie solidali”, vale a dire periodi di riposo messi a disposizione gratuitamente dai colleghi.
L’accordo interessa la dirigenza del Servizio sanitario nazionale, composta da oltre 137mila dipendenti, dei quali circa 120mila medici. Martedì 22 settembre l’Aran, l’agenzia incaricata di rappresentare lo Stato nelle trattative per i contratti del pubblico impiego, presenterà il testo alle organizzazioni sindacali. La conclusione dell’intesa potrebbe avvenire entro la fine dell’autunno.
Quanto cresceranno gli stipendi dei medici e come incide l’aumento sulla componente fissa
Per il rinnovo contrattuale sono stati previsti complessivamente 968 milioni di euro a regime. Per la dirigenza medica ciò dovrebbe tradursi in un incremento medio della retribuzione fondamentale di circa 240 euro lordi al mese. A questa cifra si sommano ulteriori stanziamenti destinati a specifiche componenti: 362 milioni di euro per l’indennità di specificità medico-veterinaria, 8 milioni per la specificità sanitaria e altri 15 milioni destinati alla specificità del pronto soccorso della dirigenza medica. L’indennità di specificità costituisce una componente salariale riconosciuta in relazione alle peculiarità dell’attività professionale, mentre quella prevista per il pronto soccorso riguarda il personale impegnato in tali servizi. Si tratta di risorse definite a livello nazionale che il contratto distribuisce tra le diverse voci retributive, successivamente corrisposte ai dipendenti attraverso lo stipendio.Gli effetti, tuttavia, non saranno identici per tutti i lavoratori, poiché alcune indennità sono riservate a determinate categorie oppure spettano esclusivamente a chi svolge particolari mansioni. Considerando complessivamente l’incremento della retribuzione fissa e gli stanziamenti aggiuntivi, la crescita media viene quantificata in circa 380 euro lordi mensili. Essendo una media, la somma effettivamente percepita potrà comunque differire da persona a persona sulla base delle indennità spettanti. Su questo aspetto le organizzazioni sindacali hanno posto particolare attenzione, chiedendo maggiori risorse per le componenti “fisse e ricorrenti della busta paga”, anziché concentrarle su indennità o voci accessibili soltanto a determinate categorie.
Aggressioni contro il personale sanitario, le nuove disposizioni: previste fino a 30 giornate di ferie
I dati dell’Osservatorio nazionale del ministero della Salute indicano che nel 2025 sono stati 17.956 gli episodi di violenza registrati contro operatori sanitari e sociosanitari. Complessivamente, le persone coinvolte sono state 23.367. Rispetto al 2024 si registra una diminuzione degli episodi, passati da 18.392 a 17.956, mentre è cresciuto il numero complessivo delle vittime, che in precedenza si attestava intorno alle 22mila unità. La differenza dipende anche dal fatto che uno stesso episodio può coinvolgere contemporaneamente più lavoratori.Il nuovo accordo, frutto di un confronto durato diversi mesi tra Aran e rappresentanze sindacali, mantiene strumenti di tutela già previsti, come il patrocinio legale, attraverso il quale l’azienda sanitaria assicura l’assistenza necessaria sostenendone i relativi costi, e il sostegno psicologico destinato agli operatori vittime di aggressioni.
La novità riguarda inoltre la possibilità per i colleghi di mettere a disposizione delle vittime, su base volontaria e senza compenso, una parte delle proprie ferie. Il professionista aggredito potrà utilizzare queste giornate, fino a un limite massimo di 30, per prolungare il periodo di recupero una volta terminato quello riconosciuto come infortunio. Un istituto già presente in alcuni accordi del comparto sanitario, dove la cessione di ferie poteva essere destinata, ad esempio, a lavoratori impegnati nell’assistenza di figli minorenni affetti da particolari problemi di salute. Il contratto 2025-2027 del personale non dirigente ha già previsto l’estensione di questo strumento alle vittime di aggressioni; ora la misura dovrebbe essere applicata anche alla dirigenza sanitaria.
Ferie solidali, le critiche dei sindacati: “Responsabilità trasferite sui lavoratori”
“Abbiamo appreso dalla stampa dell’intenzione dell’Aran di inserire nel contratto le ferie solidali per i medici vittime di aggressione. Una proposta che ci lascia francamente perplessi, anche perché di questa misura non si è mai discusso al tavolo negoziale”, ha dichiarato a Fanpage.it il presidente della Federazione Cimo-Fesmed Guido Quici.“Nessuno mette in discussione la necessità di stare dalla parte dei medici e dei dirigenti sanitari aggrediti. Ma trasformare un diritto in un atto di solidarietà tra colleghi significa, ancora una volta, scaricare sui lavoratori e sulla loro disponibilità una responsabilità che dovrebbe essere delle Aziende e delle istituzioni. Le ferie solidali possono essere una bella operazione di immagine”, ha aggiunto Quici, “ma difficilmente possono essere considerate una risposta seria al problema delle aggressioni. Se si vuole davvero garantire a chi è stato aggredito il tempo necessario per recuperare, allora si abbia il coraggio di prevedere che quel periodo di riposo sia a carico dell’amministrazione”.
La rappresentanza sindacale evidenzia inoltre un’ulteriore questione: “L’obbligo per le Direzioni delle Aziende in cui si verificano aggressioni di costituirsi parte civile contro gli aggressori, dando un segnale concreto di vicinanza istituzionale al dipendente aggredito”. Quici ha poi criticato anche le modalità con cui si è sviluppato il confronto con Aran: “I sindacati hanno ricevuto la bozza di contratto ieri sera alle ore 18.00 e siamo stati convocati all’ARAN per domani alle ore 11.00. Abbiamo quindi poco più di 24 ore per leggere, analizzare e approfondire un testo contrattuale e per elaborare eventuali controproposte”.




