Si accende lo scontro sul futuro urbanistico del litorale est di Salerno, precisamente nella zona di Marina di Pastena. Per superare il muro delle contestazioni e blindare il mega-progetto di riqualificazione, i promotori dell'opera si dicono pronti a fare un clamoroso passo indietro, rinunciando alla realizzazione dell'approdo turistico per salvare il resto degli interventi come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Dietro la scelta c'è la volontà di non perdere un treno economico mastodontico. L'investimento complessivo tocca infatti i 100 milioni di euro e prevede la nascita di un lungomare di seicento metri, aree verdi attrezzate per oltre trentamila metri quadrati e maxi-parcheggi capaci di decongestionare il traffico della zona orientale della città di Salerno, oltre a un netto rilancio del valore immobiliare e commerciale del quartiere.
L'iter burocratico resta comunque una corsa a ostacoli. I privati hanno già depositato un corposo dossier di settecento pagine per rispondere ai rilievi del Ministero dell'Ambiente, difendendo la validità tecnica e l'impatto positivo delle barriere marittime contro l'erosione della costa. A complicare lo scenario si è aggiunta la Soprintendenza, che ha sollevato dubbi sulle autorizzazioni paesaggistiche scatenando la reazione dei costruttori, i quali considerano la contestazione tardiva e paradossale, pur garantendo risposte repentine.
La palla passa ora ai tavoli istituzionali. La proprietà si dice aperta al dialogo formale con gli enti locali per rimodulare l'opera, ma avverte che non cederà alle pressioni della piazza, ricordando la fame di posti barca che sconta la Campania e il potenziale occupazionale di un'opera considerata a tutti gli effetti pubblica.
Marina di Pastena a Salerno: i costruttori frenano sul porto
Il manager alla guida dell'operazione, Angelo Ilardi, ha lanciato un segnale chiaro alle istituzioni: se il nodo del porticciolo rappresenta un ostacolo insormontabile per la politica locale, la società è disposta a cancellarlo dal piano, mantenendo intatti gli altri pilastri del restyling. Una mossa strategica che punta a disinnescare i veleni di una campagna elettorale dominata dalle proteste di comitati e residenti.Dietro la scelta c'è la volontà di non perdere un treno economico mastodontico. L'investimento complessivo tocca infatti i 100 milioni di euro e prevede la nascita di un lungomare di seicento metri, aree verdi attrezzate per oltre trentamila metri quadrati e maxi-parcheggi capaci di decongestionare il traffico della zona orientale della città di Salerno, oltre a un netto rilancio del valore immobiliare e commerciale del quartiere.
L'iter burocratico resta comunque una corsa a ostacoli. I privati hanno già depositato un corposo dossier di settecento pagine per rispondere ai rilievi del Ministero dell'Ambiente, difendendo la validità tecnica e l'impatto positivo delle barriere marittime contro l'erosione della costa. A complicare lo scenario si è aggiunta la Soprintendenza, che ha sollevato dubbi sulle autorizzazioni paesaggistiche scatenando la reazione dei costruttori, i quali considerano la contestazione tardiva e paradossale, pur garantendo risposte repentine.
La palla passa ora ai tavoli istituzionali. La proprietà si dice aperta al dialogo formale con gli enti locali per rimodulare l'opera, ma avverte che non cederà alle pressioni della piazza, ricordando la fame di posti barca che sconta la Campania e il potenziale occupazionale di un'opera considerata a tutti gli effetti pubblica.

