La querelle mediatica e politica sorta intorno al progetto del nuovo porto turistico "Marina di Pastena", nella zona orientale del comune di Salerno, si arricchisce di un capitolo fondamentale.
Attraverso una nota ufficiale, l'ingegnere Angelo Ilardi, amministratore delegato di Polo Nautico srl e responsabile dell'intervento, è intervenuto per fare chiarezza sullo stato dell'arte della macchina burocratica e per respingere le contestazioni sollevate da comitati e forze politiche nelle ultime settimane.
La documentazione risponde anche ai rilievi tardivi del Ministero della Cultura: la governance del progetto ha infatti precisato che il via libera paesaggistico del 2012 è stato superato da una nuova autorizzazione rilasciata nel 2024, pienamente valida e in vigore.
L'amministratore delegato ha ribaltato con fermezza la narrazione sul presunto conflitto tra sfera pubblica e privata, sostenendo che sia proprio l'infrastruttura portuale a incarnare l'interesse collettivo della città di Salerno, a fronte di proteste mosse da interessi particolari. Nella nota sono stati quindi elencati i quattro pilastri programmatici su cui si fonda la difesa dell'opera:
Attraverso una nota ufficiale, l'ingegnere Angelo Ilardi, amministratore delegato di Polo Nautico srl e responsabile dell'intervento, è intervenuto per fare chiarezza sullo stato dell'arte della macchina burocratica e per respingere le contestazioni sollevate da comitati e forze politiche nelle ultime settimane.
Porto di Pastena, la società concessionaria replica alle polemiche: «Presentato un dossier da 700 pagine»
Il fulcro del chiarimento riguarda l'iter di riesame della Valutazione di Impatto Ambientale (Via) presso il Ministero dell'Ambiente. Ilardi ha spiegato che la fase di consultazione pubblica ha fatto registrare circa 40 osservazioni, avanzate esclusivamente da soggetti privati. In risposta a tali rilievi e alle conseguenti richieste di approfondimento formulate dai tecnici ministeriali lo scorso 27 aprile, la società concessionaria ha provveduto a depositare, nei tempi stabiliti, un corposo dossier integrativo di oltre 700 pagine.La documentazione risponde anche ai rilievi tardivi del Ministero della Cultura: la governance del progetto ha infatti precisato che il via libera paesaggistico del 2012 è stato superato da una nuova autorizzazione rilasciata nel 2024, pienamente valida e in vigore.
L'amministratore delegato ha ribaltato con fermezza la narrazione sul presunto conflitto tra sfera pubblica e privata, sostenendo che sia proprio l'infrastruttura portuale a incarnare l'interesse collettivo della città di Salerno, a fronte di proteste mosse da interessi particolari. Nella nota sono stati quindi elencati i quattro pilastri programmatici su cui si fonda la difesa dell'opera:
- Profilo tecnico: Il porto è configurato come uno snodo essenziale per garantire l'equilibrio idraulico marittimo dell'intero litorale salernitano, agendo come una barriera stabile a protezione di un tratto di costa storicamente fragile.
- Impatto sociale: L'intervento prevede la creazione di oltre 33mila metri quadrati di aree verdi attrezzate, 20mila metri quadrati di parcheggi pubblici, un nuovo lungomare di 600 metri e una grande piazza per eventi, tutte opere a fruizione totalmente gratuita. Il comparto sarà autosufficiente grazie a sistemi di energia rinnovabile.
- Valore economico: L'opera promette di innescare una rivalutazione del patrimonio immobiliare della zona e di dare un forte impulso alle attività commerciali, ricettive e di ristorazione già attive a Pastena.
- Rilevanza politica e occupazionale: Il piano finanziario prevede un investimento privato superiore ai 100 milioni di euro, capace di generare centinaia di nuovi posti di lavoro sul territorio.

