Al liceo scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno l’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel curricolo scolastico attraverso un progetto didattico organico, pensato per svilupparsi lungo l’intero quinquennio e non come intervento isolato o sperimentazione occasionale. Un’iniziativa che si inserisce nel dibattito nazionale sull’innovazione nella scuola, distinguendosi per metodo, gradualità e impostazione culturale come riportato dal quotidiano Il Mattino in edicola.
Nel primo biennio l’intelligenza artificiale viene affrontata all’interno delle Unità di apprendimento di Educazione civica. In questa fase iniziale l’attenzione non è rivolta all’utilizzo degli strumenti, ma alla dimensione culturale ed educativa del fenomeno. Gli studenti vengono guidati a comprendere i principi di funzionamento degli algoritmi, il ruolo dei dati, le implicazioni legate alla privacy e i rischi di un uso inconsapevole delle tecnologie digitali. L’IA viene così proposta come tema di cittadinanza attiva, collegato ai diritti, ai doveri e alla responsabilità individuale e collettiva.
Questa impostazione segna un cambio di passo rispetto a modelli didattici più tradizionali. La scuola assume il ruolo di spazio di riflessione critica, in cui le nuove tecnologie non vengono semplicemente adottate, ma analizzate nei loro effetti sociali, etici e culturali. L’intento è fornire agli studenti strumenti interpretativi utili a orientarsi in una realtà già fortemente influenzata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale.
A partire dal terzo anno il progetto evolve e si apre a una dimensione più applicativa. Solo dopo aver costruito una solida base di consapevolezza, l’IA diventa oggetto di approfondimento in ambito scientifico e tecnologico, con attività di orientamento, progetti formativi e collaborazioni con università e soggetti del territorio. In questa fase il percorso liceale si collega alle prospettive post-diploma, mantenendo però una coerenza con l’identità formativa dell’istituto.
A sostenere l’innovazione contribuiscono anche i laboratori, potenziati grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le nuove risorse hanno consentito l’ammodernamento delle dotazioni tecniche, pur restando aperta la riflessione sulle criticità strutturali ancora presenti in alcune sedi. Un tema affrontato dalla dirigenza come parte integrante di una visione complessiva, che mira a garantire ambienti scolastici sicuri e adeguati alle sfide educative future.
Elemento centrale del progetto è infine la formazione dei docenti. L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel curricolo richiede competenze diffuse e condivise all’interno della comunità scolastica. Per questo è previsto un percorso di aggiornamento del personale, affinché l’IA non resti competenza di pochi, ma diventi patrimonio educativo comune.
Intelligenza artificiale in classe, al Da Procida un percorso strutturato
A delineare il percorso è la dirigente scolastica Anna Laura Giannantonio, che chiarisce come l’introduzione dell’IA non sia stata concepita come semplice aggiunta tecnologica, ma come parte integrante di una visione educativa più ampia. L’obiettivo dichiarato è evitare approcci frammentari o esclusivamente tecnici, puntando invece a un’integrazione sistemica che coinvolga più discipline e accompagni gli studenti nella comprensione critica dei cambiamenti in atto.Nel primo biennio l’intelligenza artificiale viene affrontata all’interno delle Unità di apprendimento di Educazione civica. In questa fase iniziale l’attenzione non è rivolta all’utilizzo degli strumenti, ma alla dimensione culturale ed educativa del fenomeno. Gli studenti vengono guidati a comprendere i principi di funzionamento degli algoritmi, il ruolo dei dati, le implicazioni legate alla privacy e i rischi di un uso inconsapevole delle tecnologie digitali. L’IA viene così proposta come tema di cittadinanza attiva, collegato ai diritti, ai doveri e alla responsabilità individuale e collettiva.
Questa impostazione segna un cambio di passo rispetto a modelli didattici più tradizionali. La scuola assume il ruolo di spazio di riflessione critica, in cui le nuove tecnologie non vengono semplicemente adottate, ma analizzate nei loro effetti sociali, etici e culturali. L’intento è fornire agli studenti strumenti interpretativi utili a orientarsi in una realtà già fortemente influenzata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale.
A partire dal terzo anno il progetto evolve e si apre a una dimensione più applicativa. Solo dopo aver costruito una solida base di consapevolezza, l’IA diventa oggetto di approfondimento in ambito scientifico e tecnologico, con attività di orientamento, progetti formativi e collaborazioni con università e soggetti del territorio. In questa fase il percorso liceale si collega alle prospettive post-diploma, mantenendo però una coerenza con l’identità formativa dell’istituto.
A sostenere l’innovazione contribuiscono anche i laboratori, potenziati grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le nuove risorse hanno consentito l’ammodernamento delle dotazioni tecniche, pur restando aperta la riflessione sulle criticità strutturali ancora presenti in alcune sedi. Un tema affrontato dalla dirigenza come parte integrante di una visione complessiva, che mira a garantire ambienti scolastici sicuri e adeguati alle sfide educative future.
Elemento centrale del progetto è infine la formazione dei docenti. L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel curricolo richiede competenze diffuse e condivise all’interno della comunità scolastica. Per questo è previsto un percorso di aggiornamento del personale, affinché l’IA non resti competenza di pochi, ma diventi patrimonio educativo comune.

