Cinque docenti della provincia di Salerno sono finiti al centro di accertamenti amministrativi per un utilizzo non conforme della Carta del Docente, il bonus annuale destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti. Le verifiche, avviate dagli uffici dell’amministrazione scolastica, riguardano acquisti effettuati con il voucher che non risulterebbero coerenti con le finalità previste dalla normativa vigente come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
I casi rilevati nel Salernitano si inseriscono in un fenomeno di dimensione nazionale. Negli ultimi anni, in tutta Italia, oltre un migliaio di insegnanti è risultato aver impiegato la Carta del Docente per finalità estranee allo scopo per cui è stata istituita. Le verifiche amministrative hanno fatto emergere un quadro ricorrente: tra gli acquisti più frequenti figurano smartphone di fascia alta, dispositivi tecnologici non strettamente funzionali all’attività didattica e, in alcuni casi, beni di consumo del tutto estranei al mondo della scuola.
Nel territorio salernitano, uno degli episodi finiti sotto la lente degli uffici riguarda l’acquisto di un frigorifero, ritenuto emblematico di un utilizzo completamente distorto dello strumento. Altri casi riguarderebbero l’acquisto di telefoni cellulari di ultima generazione, non considerati coerenti con le finalità formative richieste dalla legge. Spese che, se confermate come irregolari, dovranno essere integralmente restituite.
La Carta del Docente è stata introdotta con la legge 107 del 2015 e prevede l’assegnazione annuale di un voucher destinato all’aggiornamento professionale degli insegnanti di ruolo. Il bonus può essere utilizzato per l’acquisto di libri, hardware e software didattici, nonché per la partecipazione a corsi di formazione e iniziative coerenti con il profilo professionale. Dal 2021 a oggi, lo strumento ha mobilitato risorse per oltre 1,3 miliardi di euro a livello nazionale, con circa il 60 per cento della spesa concentrata su hardware e software e il 28 per cento destinato all’acquisto di libri.
È proprio l’analisi di questi dati ad aver spinto il Ministero dell’Istruzione e del Merito a intervenire per correggere le distorsioni emerse e rafforzare il sistema dei controlli. A partire dal 2026 è prevista una revisione profonda della Carta del Docente. Alle risorse ordinarie, pari a circa 400 milioni di euro annui, si aggiungeranno 270 milioni di euro di fondi europei destinati direttamente alle scuole, che potranno acquistare strumenti tecnologici, libri e corsi di formazione da mettere a disposizione dei docenti in modo più tracciabile.
Il valore individuale del voucher sarà rimodulato a 390 euro annui, mentre la novità più rilevante riguarda l’estensione della platea dei beneficiari. La Carta del Docente sarà infatti riconosciuta stabilmente anche ai docenti precari con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto e al personale educativo. Nel Salernitano, secondo le stime, almeno 2.500 insegnanti precari potranno accedere per la prima volta al beneficio, superando una lunga fase di esclusione che aveva generato contenziosi e disparità di trattamento.
Carta del Docente usata per spese personali nel Salernitano
Secondo quanto emerso dai primi controlli, le spese contestate non sarebbero riconducibili ad attività formative, all’acquisto di strumenti didattici o a percorsi di aggiornamento professionale. I docenti coinvolti rischiano ora il recupero delle somme ritenute indebitamente utilizzate e l’eventuale avvio di procedimenti disciplinari, come previsto nei casi di violazione delle regole di utilizzo del beneficio.I casi rilevati nel Salernitano si inseriscono in un fenomeno di dimensione nazionale. Negli ultimi anni, in tutta Italia, oltre un migliaio di insegnanti è risultato aver impiegato la Carta del Docente per finalità estranee allo scopo per cui è stata istituita. Le verifiche amministrative hanno fatto emergere un quadro ricorrente: tra gli acquisti più frequenti figurano smartphone di fascia alta, dispositivi tecnologici non strettamente funzionali all’attività didattica e, in alcuni casi, beni di consumo del tutto estranei al mondo della scuola.
Nel territorio salernitano, uno degli episodi finiti sotto la lente degli uffici riguarda l’acquisto di un frigorifero, ritenuto emblematico di un utilizzo completamente distorto dello strumento. Altri casi riguarderebbero l’acquisto di telefoni cellulari di ultima generazione, non considerati coerenti con le finalità formative richieste dalla legge. Spese che, se confermate come irregolari, dovranno essere integralmente restituite.
La Carta del Docente è stata introdotta con la legge 107 del 2015 e prevede l’assegnazione annuale di un voucher destinato all’aggiornamento professionale degli insegnanti di ruolo. Il bonus può essere utilizzato per l’acquisto di libri, hardware e software didattici, nonché per la partecipazione a corsi di formazione e iniziative coerenti con il profilo professionale. Dal 2021 a oggi, lo strumento ha mobilitato risorse per oltre 1,3 miliardi di euro a livello nazionale, con circa il 60 per cento della spesa concentrata su hardware e software e il 28 per cento destinato all’acquisto di libri.
È proprio l’analisi di questi dati ad aver spinto il Ministero dell’Istruzione e del Merito a intervenire per correggere le distorsioni emerse e rafforzare il sistema dei controlli. A partire dal 2026 è prevista una revisione profonda della Carta del Docente. Alle risorse ordinarie, pari a circa 400 milioni di euro annui, si aggiungeranno 270 milioni di euro di fondi europei destinati direttamente alle scuole, che potranno acquistare strumenti tecnologici, libri e corsi di formazione da mettere a disposizione dei docenti in modo più tracciabile.
Il valore individuale del voucher sarà rimodulato a 390 euro annui, mentre la novità più rilevante riguarda l’estensione della platea dei beneficiari. La Carta del Docente sarà infatti riconosciuta stabilmente anche ai docenti precari con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto e al personale educativo. Nel Salernitano, secondo le stime, almeno 2.500 insegnanti precari potranno accedere per la prima volta al beneficio, superando una lunga fase di esclusione che aveva generato contenziosi e disparità di trattamento.

