Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni lancia un’iniziativa finalizzata alla gestione sostenibile delle popolazioni di cinghiali e alla promozione di una filiera locale della carne di selvaggina. L’ente guidato dal presidente Giuseppe Coccorullo ha pubblicato un avviso per la creazione di una “long list” di operatori economici interessati al ritiro, trasporto e lavorazione delle carcasse derivanti dai piani di controllo selettivo degli ungulati come riportato dal quotidiano Il Mattino.
L’obiettivo del Parco non è solo smaltire correttamente le carcasse, ma promuovere un modello di gestione integrato che coniughi tutela ambientale ed economia locale. La carne di cinghiale proveniente da questo circuito sarà tracciata, etica e prodotta nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti, valorizzando un prodotto tipico e sostenibile. «L’avviso — sottolinea una nota dell’ente — mira a garantire un utilizzo ottimale delle carcasse derivanti dai piani di contenimento numerico degli ungulati, limitando i danni agli ecosistemi e promuovendo un nuovo modello di gestione che integri la conservazione della fauna con lo sviluppo economico locale».
Il progetto rientra in una strategia più ampia che punta a trasformare la gestione dei cinghiali in un’opportunità per il territorio: dalla sicurezza ambientale alla creazione di prodotti locali, tracciati e certificati, nel pieno rispetto delle recenti linee guida nazionali e regionali sull’igiene delle carni di selvaggina. L’iniziativa rappresenta un tentativo di coniugare controllo delle specie selvatiche, sostenibilità e sviluppo economico del territorio del Parco.
Cinghiali, il Parco del Cilento apre alla filiera locale
L’iniziativa si rivolge a titolari di centri di lavorazione autorizzati o convenzionati, chiamati a ritirare i capi abbattuti presso i centri di raccolta di Cuccaro Vetere, Felitto, Morigerati e Roscigno. Il trasporto verso gli impianti sarà a carico degli operatori, che dovranno utilizzare mezzi idonei e riconoscere un rimborso alle associazioni di selecontrollori calcolato sul peso dei capi eviscerati. Le manifestazioni di interesse devono essere inviate via Pec entro le 12 del 9 marzo; l’iscrizione alla lista potrà essere permanente, salvo sospensioni dovute alla disponibilità limitata dei capi.L’obiettivo del Parco non è solo smaltire correttamente le carcasse, ma promuovere un modello di gestione integrato che coniughi tutela ambientale ed economia locale. La carne di cinghiale proveniente da questo circuito sarà tracciata, etica e prodotta nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti, valorizzando un prodotto tipico e sostenibile. «L’avviso — sottolinea una nota dell’ente — mira a garantire un utilizzo ottimale delle carcasse derivanti dai piani di contenimento numerico degli ungulati, limitando i danni agli ecosistemi e promuovendo un nuovo modello di gestione che integri la conservazione della fauna con lo sviluppo economico locale».
Il progetto rientra in una strategia più ampia che punta a trasformare la gestione dei cinghiali in un’opportunità per il territorio: dalla sicurezza ambientale alla creazione di prodotti locali, tracciati e certificati, nel pieno rispetto delle recenti linee guida nazionali e regionali sull’igiene delle carni di selvaggina. L’iniziativa rappresenta un tentativo di coniugare controllo delle specie selvatiche, sostenibilità e sviluppo economico del territorio del Parco.

