Nocera Inferiore, maxi incendio a Palazzo Pastore: 40 famiglie possono tornare a casa, proseguono gli accertamenti

Quaranta famiglie sgomberate a causa del maxi incendio sviluppatosi nella serata di sabato 24 ottobre all'interno di Palazzo Pastore, in piazza Trieste e Trento a Nocera Inferiore, possono tornare a casa. Lo riporta SalernoToday.
La scala B, che comprende altri 40 appartamenti, rimane invece inaccessibile fino al completamento dei controlli sugli impianti e al ripristino delle condizioni necessarie di sicurezza e salubrità. È stato inoltre confermato il divieto di ingresso nell’abitazione situata sopra quella al primo piano della scala B, dove è scoppiato l’incendio, per i danni riportati dal solaio.
«Stiamo continuando a coordinare gli interventi insieme alla gestione del condominio, cercando di limitare i disagi e di rispondere con attenzione alle necessità degli abitanti. Ringrazio ancora le forze dell’ordine intervenute e il personale del Comune per la disponibilità, la collaborazione e la dedizione dimostrate», ha dichiarato il sindaco Paolo De Maio.
La maggioranza degli abitanti ha invece provveduto autonomamente a trovare ospitalità presso familiari e conoscenti.
Le forze dell’ordine sono in attesa di una prima relazione da parte dei vigili del fuoco, necessaria per chiarire come si sia sviluppato l’incendio e accertare eventuali responsabilità. Sabato scorso, quindici persone erano state accompagnate all’ospedale Umberto I per sintomi riconducibili a un principio di intossicazione da fumo. Tra loro c’era anche una bambina di 18 mesi, successivamente dimessa.
È stato necessario prestare assistenza medica anche a quattro carabinieri e a un vigile del fuoco. Tra le possibili cause dell’incendio viene presa in considerazione l’ipotesi di un cortocircuito. Le fiamme avrebbero poi raggiunto alcuni materiali lasciati su un terrazzo, favorendo la propagazione del fumo all’interno dell’intero edificio.
Nocera Inferiore, maxi incendio a Palazzo Pastore: 40 famiglie possono tornare a casa, proseguono gli accertamenti
L’area da cui si sono propagate le fiamme all’interno di Palazzo Pastore, in piazza Trieste e Trento a Nocera Inferiore, è stata posta sotto sequestro dopo il rogo divampato sabato sera. Nel frattempo, le squadre tecniche sono al lavoro per controllare gli impianti e liberare gli spazi dai materiali danneggiati dall’incendio.La nuova ordinanza comunale
Ieri il Comune ha emanato un ulteriore provvedimento che modifica in parte la precedente ordinanza di sgombero, autorizzando il ritorno dei residenti nei 40 appartamenti della scala A. Le operazioni di pulizia e messa in sicurezza, insieme alle verifiche tecniche, hanno confermato che la scala A è nuovamente sicura, compreso il corretto funzionamento degli impianti condominiali e dell’ascensore.La scala B, che comprende altri 40 appartamenti, rimane invece inaccessibile fino al completamento dei controlli sugli impianti e al ripristino delle condizioni necessarie di sicurezza e salubrità. È stato inoltre confermato il divieto di ingresso nell’abitazione situata sopra quella al primo piano della scala B, dove è scoppiato l’incendio, per i danni riportati dal solaio.
«Stiamo continuando a coordinare gli interventi insieme alla gestione del condominio, cercando di limitare i disagi e di rispondere con attenzione alle necessità degli abitanti. Ringrazio ancora le forze dell’ordine intervenute e il personale del Comune per la disponibilità, la collaborazione e la dedizione dimostrate», ha dichiarato il sindaco Paolo De Maio.
Accertamenti in corso sulle cause del rogo
Per gestire la situazione di emergenza, l’amministrazione municipale ha trovato una sistemazione in alcune strutture ricettive cittadine per otto famiglie che avevano chiesto supporto. Tra le persone interessate figura anche una donna di 91 anni, che abita con la nipote. Per entrambe è previsto il sostegno dei servizi sociali.La maggioranza degli abitanti ha invece provveduto autonomamente a trovare ospitalità presso familiari e conoscenti.
Le forze dell’ordine sono in attesa di una prima relazione da parte dei vigili del fuoco, necessaria per chiarire come si sia sviluppato l’incendio e accertare eventuali responsabilità. Sabato scorso, quindici persone erano state accompagnate all’ospedale Umberto I per sintomi riconducibili a un principio di intossicazione da fumo. Tra loro c’era anche una bambina di 18 mesi, successivamente dimessa.
È stato necessario prestare assistenza medica anche a quattro carabinieri e a un vigile del fuoco. Tra le possibili cause dell’incendio viene presa in considerazione l’ipotesi di un cortocircuito. Le fiamme avrebbero poi raggiunto alcuni materiali lasciati su un terrazzo, favorendo la propagazione del fumo all’interno dell’intero edificio.




