Un incendio è divampato nella notte tra sabato 30 e domenica 31 maggio presso l'ex MCM, lo storico stabilimento industriale ormai in disuso, ad Angri: i fuochi d'artificio la possibile causa. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
I carabinieri del comando locale, guidati dal comandante Andrea Cinque, stanno cercando di ricostruire con precisione gli eventi e determinare l'origine del rogo. Dai primi riscontri sembra probabile che l'incendio sia stato causato da alcuni fuochi d’artificio accesi nella zona in occasione dell'alzata del quadro di San Giovanni Battista, evento legato ai festeggiamenti per il santo patrono di Angri che segna tradizionalmente l'inizio dei preparativi per la festa patronale di giugno.
L'area interessata dall'incendio è utilizzata come parcheggio grazie a un comodato d’uso con il Comune di Angri ed è destinata, almeno teoricamente, a un ambizioso progetto di riqualificazione urbana. Tuttavia, al momento versa in uno stato di degrado evidente, con rifiuti di ogni tipo accumulati in modo indiscriminato. Secondo le prime ipotesi raccolte dai carabinieri, qualcuno avrebbe potuto organizzare uno spettacolo pirotecnico improvvisato per celebrare il santo patrono, senza prevedere il rischio di innescare un incendio. Questo spettacolo, però, non risulterebbe autorizzato, come precisano gli inquirenti, che stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari a chiarire la dinamica dell'accaduto.
Sul luogo dell'incendio sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del distaccamento di Nocera Inferiore, impegnati per diverse ore sia nello spegnimento delle fiamme che nella messa in sicurezza dell’area. Il fuoco si è propagato rapidamente per via della grande quantità di spazzatura presente, rischiando conseguenze ben più gravi. Per fortuna, non si registrano feriti, ma solo un grande spavento tra i residenti, che hanno vissuto momenti di forte apprensione per la loro sicurezza.
Angri, incendio nell'ex opificio MCM: i fuochi d'artificio la possibile causa
Fiamme ad Angri nell'area dell'ex MCM, lo storico stabilimento industriale ormai in disuso nel cuore della cittadina. Paura nella notte tra sabato e domenica per i residenti, svegliati dallo spettacolo inquietante delle fiamme, che in pochi minuti hanno avvolto cumuli di rifiuti abbandonati in quell'area, generando un incendio di ampie proporzioni. Al momento, le indagini sono in corso.I carabinieri del comando locale, guidati dal comandante Andrea Cinque, stanno cercando di ricostruire con precisione gli eventi e determinare l'origine del rogo. Dai primi riscontri sembra probabile che l'incendio sia stato causato da alcuni fuochi d’artificio accesi nella zona in occasione dell'alzata del quadro di San Giovanni Battista, evento legato ai festeggiamenti per il santo patrono di Angri che segna tradizionalmente l'inizio dei preparativi per la festa patronale di giugno.
L'area interessata dall'incendio è utilizzata come parcheggio grazie a un comodato d’uso con il Comune di Angri ed è destinata, almeno teoricamente, a un ambizioso progetto di riqualificazione urbana. Tuttavia, al momento versa in uno stato di degrado evidente, con rifiuti di ogni tipo accumulati in modo indiscriminato. Secondo le prime ipotesi raccolte dai carabinieri, qualcuno avrebbe potuto organizzare uno spettacolo pirotecnico improvvisato per celebrare il santo patrono, senza prevedere il rischio di innescare un incendio. Questo spettacolo, però, non risulterebbe autorizzato, come precisano gli inquirenti, che stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari a chiarire la dinamica dell'accaduto.
Sul luogo dell'incendio sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del distaccamento di Nocera Inferiore, impegnati per diverse ore sia nello spegnimento delle fiamme che nella messa in sicurezza dell’area. Il fuoco si è propagato rapidamente per via della grande quantità di spazzatura presente, rischiando conseguenze ben più gravi. Per fortuna, non si registrano feriti, ma solo un grande spavento tra i residenti, che hanno vissuto momenti di forte apprensione per la loro sicurezza.

