Cronaca

Ginecologo condannato per violenza sessuale scelto per guidare un ambulatorio in ospedale: è polemica a Cava de' Tirreni

Martina Francione
Ginecologo condannato per violenza sessuale scelto per guidare un ambulatorio in ospedale: è polemica a Cava de' Tirreni
Polemiche a Cava de' Tirreni per la scelta di un ginecologo condannato lo scorso maggio in primo grado a quattro anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una paziente, per garantire le attività del nuovo ambulatorio di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santa Maria dell'Olmo. A contestare la decisione dell'Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona è Spazio Pueblo, che attraverso un duro comunicato denuncia quella che considera una scelta inopportuna nei confronti delle donne e delle vittime di violenza. L'associazione riconosce l'importanza della riattivazione del servizio sanitario, attesa da oltre dieci anni, ma chiede maggiore attenzione alla tutela delle pazienti.

La vicenda ha riacceso il dibattito cittadino sulla sanità pubblica, sulla fiducia nel rapporto tra medico e paziente e sull'opportunità delle scelte compiute dalle istituzioni sanitarie in presenza di procedimenti giudiziari ancora in corso.

Ginecologo condannato per violenza sessuale scelto per guidare un ambulatorio in ospedale: è polemica a Cava 

Al centro della controversia c'è un ginecologo coinvolto in un procedimento penale nato dalla denuncia di una sua paziente per fatti risalenti al luglio 2024. Il 22 maggio 2026 il Tribunale di Nocera Inferiore ha pronunciato una sentenza di condanna in primo grado a quattro anni di reclusione per violenza sessuale.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, gli episodi contestati si sarebbero verificati durante una visita nello studio privato del professionista a Cava de' Tirreni. Nel corso del procedimento il medico ha respinto le accuse, negando di aver commesso violenze e sostenendo una versione dei fatti differente da quella della denunciante.

A distanza di alcuni mesi dalla decisione del Tribunale, il ginecologo è stato individuato dall'Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona per assicurare le attività del nuovo ambulatorio ginecologico dell'ospedale Santa Maria dell'Olmo. 

Una scelta che ha suscitato critiche e interrogativi sull'opportunità di affidare un servizio sanitario rivolto alle donne a un professionista destinatario di una condanna di primo grado per un reato di natura sessuale.

Spazio Pueblo contesta la decisione: «Una scelta irrispettosa nei confronti delle donne» 

A intervenire pubblicamente è Spazio Pueblo, realtà associativa attiva a Cava de' Tirreni, che ha espresso una posizione fortemente critica nei confronti della designazione. Nel comunicato l'associazione richiama il percorso affrontato dalla donna che ha denunciato il medico, sottolineando le difficoltà personali e sociali che possono accompagnare una denuncia per violenza sessuale.

Secondo Spazio Pueblo, la decisione dell'azienda ospedaliera rischia di trasmettere un messaggio negativo alle donne che trovano il coraggio di rivolgersi alla giustizia. L'associazione ritiene che la vicenda ponga una questione di responsabilità istituzionale, indipendentemente dagli sviluppi del procedimento penale.

«Riteniamo che la nomina sia politicamente incresciosa, irrispettosa e inopportuna nei confronti di tutte le donne», si legge nella nota. Spazio Pueblo precisa di non voler mettere in discussione le garanzie costituzionali riconosciute al professionista, ma rivendica il diritto di esprimere una valutazione critica sulla scelta amministrativa.

Per l'associazione, infatti, il rispetto della presunzione di innocenza deve convivere con l'attenzione che le istituzioni sanitarie sono chiamate a riservare alla sicurezza, alla serenità e alla fiducia delle pazienti.

Nel proprio intervento, Spazio Pueblo richiama anche le mobilitazioni femministe contro la violenza di genere. L'associazione critica il clima sociale che, a suo giudizio, può scoraggiare le donne dal denunciare gli abusi subiti e dal sostenere un percorso giudiziario.

Da qui la scelta di ribadire lo slogan «Sorella, noi ti crediamo!», utilizzato dai movimenti impegnati nella tutela delle donne. La presa di posizione riguarda soprattutto il valore simbolico che la designazione del ginecologo assumerebbe in una struttura pubblica dedicata alla salute femminile. Spazio Pueblo invita inoltre a non ridurre il confronto a uno scontro tra sostenitori e oppositori del professionista.

Secondo l'associazione, il tema centrale non dovrebbe essere la popolarità del medico, ma l'opportunità della decisione adottata dall'azienda sanitaria e l'attenzione riservata alle donne che usufruiranno del servizio.

Ambulatorio di Ginecologia a Cava, un servizio atteso da oltre dieci anni

La polemica si inserisce in un momento importante per la sanità di Cava de' Tirreni. Dopo oltre un decennio di attese e mobilitazioni, l'ospedale Santa Maria dell'Olmo ha riattivato un ambulatorio dedicato alle prestazioni di Ostetricia e Ginecologia.

L'apertura ha registrato una risposta immediata da parte delle pazienti, con circa 50 prenotazioni nelle prime 24 ore dall'attivazione delle agende. Il risultato arriva dopo anni di iniziative promosse dai comitati cittadini per il potenziamento del presidio ospedaliero. Una petizione a sostegno del ripristino dei servizi ginecologici aveva raccolto oltre 21mila firme.

Spazio Pueblo riconosce il valore di questo risultato, sottolineando di aver partecipato, insieme ad altre realtà associative, alle mobilitazioni in difesa della sanità pubblica. L'associazione evidenzia però che la riapertura dell'ambulatorio non equivale al ripristino del reparto di Ginecologia e Ostetricia, la cui chiusura ha ridotto l'offerta sanitaria disponibile sul territorio.

Il confronto sulla sanità: le posizioni del comitato e le critiche dell'associazione

La scelta del professionista ha prodotto reazioni differenti tra le realtà impegnate nella difesa dell'ospedale cittadino. Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti del comitato a tutela del Santa Maria dell'Olmo hanno espresso sostegno all'attivazione dell'ambulatorio e alla presenza del ginecologo, sottolineando l'importanza di garantire nuovamente le prestazioni alle pazienti.

Spazio Pueblo, invece, pur condividendo la necessità di ripristinare i servizi, considera la designazione una scelta istituzionalmente inopportuna. La distinzione tra i due aspetti è centrale nella posizione dell'associazione: l'apertura dell'ambulatorio viene giudicata positivamente, mentre la decisione riguardante il medico è oggetto di contestazione. La controversia solleva quindi anche interrogativi sui criteri utilizzati per l'assegnazione degli incarichi sanitari e sulle valutazioni compiute dall'Azienda ospedaliera. 

Spazio Pueblo: «Le donne di questa città meritano di più»

Nella parte conclusiva del comunicato, l'associazione allarga la riflessione alla situazione complessiva della sanità metelliana. Spazio Pueblo lamenta che, nonostante anni di mobilitazioni, il territorio non abbia ancora recuperato pienamente i servizi perduti con la chiusura del reparto ospedaliero.

L'associazione sostiene inoltre che le decisioni riguardanti l'organizzazione dell'assistenza ginecologica dovrebbero tenere maggiormente conto delle esigenze delle pazienti. La richiesta è quella di costruire un servizio pubblico che garantisca non soltanto prestazioni sanitarie, ma anche un rapporto di fiducia tra le donne e l'istituzione ospedaliera. «Le donne di questa città meritano di più», conclude Spazio Pueblo.

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