Cava de’ Tirreni, medici del Santa Maria dell’Olmo chiamati a coprire turni a Castiglione: «Temiamo che si dimettano»

Preoccupazione a Cava de’ Tirreni per il nuovo ordine di servizio che prevede l’impiego di alcuni medici del “Santa Maria dell’Olmo” anche presso l’ospedale di Castiglione/Ravello. A lanciare l’allarme è il Comitato civico C361, che teme ripercussioni sugli organici cavesi e, soprattutto, il rischio che i professionisti arrivati da poco possano decidere di lasciare l’incarico.
La questione riguarda in particolare cardiologi e internisti chiamati a coprire, nel mese di ottobre, i turni di guardia medica internistica necessari alle attività del Pronto Soccorso del presidio della Costiera Amalfitana.
Cava de’ Tirreni, medici del Santa Maria dell’Olmo chiamati a coprire turni a Castiglione: il Comitato teme nuove dimissioni
Secondo il Comitato, il Santa Maria dell’Olmo ha appena iniziato a recuperare un minimo di equilibrio dopo una lunga fase caratterizzata dalla carenza cronica di medici, soprattutto in Pronto Soccorso.
L’arrivo di nuovi professionisti aveva consentito di ridurre le criticità, ma il loro utilizzo sistematico in altri presidi potrebbe, secondo i rappresentanti civici, riportare l’ospedale cavese in una situazione di difficoltà. Il timore è che le conseguenze non riguardino soltanto il Pronto Soccorso, ma anche reparti come Medicina Interna e Cardiologia, già sottoposti a forti carichi di lavoro.
Il rischio di perdere i nuovi medici
Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa il Comitato riguarda proprio la tenuta degli organici. Sottoporre nuovamente il personale a turni più pesanti e a spostamenti tra più strutture, viene sottolineato, potrebbe scoraggiare i medici arrivati recentemente a Cava de’ Tirreni e spingerli a rinunciare all’incarico. Una possibilità che vanificherebbe, secondo il Comitato, il percorso portato avanti negli ultimi mesi per rafforzare il presidio.
Il Comitato riferisce di essersi già confrontato con il sindaco, con l’assessore competente e con il direttore pro tempore del presidio ospedaliero. L’attenzione è ora rivolta alla riunione prevista per la prossima settimana tra il direttore generale e i primari del Santa Maria dell’Olmo, dalla quale si attende una soluzione condivisa.
«Pronti a una nuova mobilitazione»
Il Comitato annuncia che continuerà a monitorare la situazione e avverte che, qualora l’ospedale tornasse in sofferenza, potrebbe essere nuovamente chiamata la città alla mobilitazione. L’obiettivo dichiarato è difendere il personale sanitario, la continuità dei servizi e il diritto alla salute del territorio, evitando che le carenze di altri presidi ricadano stabilmente sull’organico del Santa Maria dell’Olmo.




