Campania

Mario Spedaliere in fin di vita dopo Puteolana-Portici, scattano otto arresti: un 19enne confessa di averlo colpito con una mazza

Martina Francione
Mario Spedaliere in fin di vita dopo Puteolana-Portici, scattano otto arresti: un 19enne confessa di averlo colpito con una mazza

Svolta nelle indagini sulla brutale aggressione a Mario Spedaliere, il tifoso del Portici di 34 anni ricoverato in gravissime condizioni dopo gli scontri scoppiati domenica 25 ottobreal termine della partita contro la Puteolana. Otto persone, cinque maggiorenni e tre minorenni, sono state arrestate nella notte tra lunedì e martedì dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri. Tra loro anche un diciannovenne ritenuto responsabile del violento colpo alla testa inferto al tifoso con una mazza di legno. Il giovane, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe confessato. 

Gli arresti sono stati eseguiti in flagranza differita nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli. A tutti gli indagati viene contestata la rissa aggravata, mentre il diciannovenne deve rispondere anche di lesioni gravissime. Lo riporta Il Mattino. 

Puteolana-Portici, otto arresti dopo gli scontri: fermato anche l'aggressore di Mario Spedaliere 

La svolta investigativa è arrivata a meno di quarantotto ore dagli scontri avvenuti nei pressi dello stadio di Pozzuoli. Le indagini hanno consentito di individuare otto persone ritenute coinvolte nella violenta rissa scoppiata dopo l'incontro di Eccellenza, terminato con la vittoria del Portici per 2-0. 

Cinque degli arrestati sono maggiorenni, mentre gli altri tre sono minorenni. Tutti devono rispondere, a vario titolo, di rissa aggravata. Gli accertamenti sono stati condotti congiuntamente dai Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli e dalla Polizia di Stato, con il coinvolgimento del commissariato cittadino e della Digos di Napoli. 

Mario Spedaliere colpito alla testa: confessa un 19enne

Tra gli arrestati figura anche un ragazzo di 19 anni, indicato dagli investigatori come il presunto autore del colpo che ha provocato le gravissime lesioni a Mario Spedaliere. Il giovane avrebbe confessato di aver colpito il tifoso del Portici con una mazza di legno. Il diciannovenne, oltre alla contestazione di rissa aggravata, deve rispondere anche dell'ipotesi di reato di lesioni gravissime.  

Decisive le immagini delle telecamere 

Un contributo determinante alle indagini sarebbe arrivato dall'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell'aggressione. Gli investigatori hanno esaminato i filmati per ricostruire gli spostamenti dei gruppi coinvolti, identificare i partecipanti alla rissa e individuare chi avrebbe materialmente colpito il trentaquattrenne.

Gli arresti sono stati eseguiti attraverso la procedura della flagranza differita, che consente, nei casi previsti dalla legge e sulla base di documentazione video-fotografica, di procedere all'arresto entro quarantotto ore dai fatti. Le indagini proseguono per completare la ricostruzione dell'aggressione e verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone.

La dinamica

La violenza è scoppiata domenica 25 ottobre, quando alcuni tifosi del Portici stavano lasciando Pozzuoli dopo aver assistito all'incontro contro la Puteolana. Secondo la ricostruzione investigativa, un gruppo di persone, alcune con il volto coperto e armate di oggetti contundenti, avrebbe raggiunto le automobili dei sostenitori ospiti lungo via Montenuovo Licola Patria, nei pressi degli accessi alla Tangenziale.

Durante gli scontri, Mario Spedaliere sarebbe stato colpito violentemente alla testa. Il trentaquattrenne è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

Mario è mantenuto in coma farmacologico e, secondo gli ultimi aggiornamenti clinici disponibili, le sue condizioni rimangono gravissime.

Il dolore della famiglia: Mario ha due figli e la moglie incinta

L'aggressione ha provocato profondo dolore nella famiglia di Spedaliere. Il trentaquattrenne è padre di due bambini e la moglie è in attesa del terzo figlio. Nelle ore precedenti agli arresti, la sorella aveva rivolto un appello pubblico alla persona responsabile del ferimento.

«Mio fratello è in fin di vita, è in coma, non ci hanno dato nessuna speranza, ti devi costituire», aveva dichiarato. Anche il padre, Massimo Spedaliere, aveva chiesto giustizia, sollevando interrogativi sulle misure di sicurezza adottate all'esterno dello stadio.

La vicenda ha suscitato la ferma condanna delle società Portici 1906 e Puteolana 1902, oltre alla solidarietà delle istituzioni locali. Gli otto arresti rappresentano ora un passaggio significativo dell'indagine, mentre resta altissima l'apprensione per le condizioni di Mario. 

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